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Riforma pensioni 2015 obiettivo pensione a 62 anni, ultime novità per Quota 100, opzione donna e prestito pensionistico

Il decreto sui rimborsi varato dal Governo e firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, conseguente alla sentenza della Corte Costituzionale che ha cassato la perequazione voluta dal governo Monti, chiude una fase e rilancia la questione delle modifiche alla Legge Fornero. Al centro del dibattito il tema di una maggiore flessibilità per l’uscita dal lavoro ed il pensionamento. L’ipotesi principale è quella di un pensionamento anticipato a 62 anni, ma con un assegno previdenziale calcolato con il sistema contributivo e con un’eventuale penalizzazione nell’importo.

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I presidenti delle due commissioni Lavoro della Camera e del Senato, Damiano e Sacconi concordano su una norma che preveda l’anticipo dell’uscita dal lavoro ad un minimo di 62 anni con una riduzione massima dell’8%. Restano in campo la Quota 100, frutto della somma tra contributi ed età anagrafica, il prestito pensionistico, proposto dall’ex ministro Giovannini, l’estensione dell’opzione anche per gli uomini, ma in una versione più pesante. Il premier Matteo Renzi ha annunciato: “Sul tema di riuscire a dare un pochino più di flessibilità alla Fornero, sono molto ottimista che si possa fare durante la stabilità. Quindi ottobre-novembre”.

Il ministro Giuliano Poletti ha parlato di un calcolo totalmente contributivo per coloro che volontariamente vorrebbero anticipare l’uscita dal lavoro a 62 anni. I sindacati con la leader della Cgil Susanna Camusso e quella della Cisl Annamaria Furlan reclamano un confronto ravvicinato col Governo per modifiche sostanziali alla Fornero che non siano “estemporanee”.

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