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Riforma pensioni 2015, pensioni di anzianità: proposta di riduzione dell’età pensionabile

La riforma del sistema previdenziale è sempre più al centro del dibattito politico tra coloro che sostengono il referendum della Lega Nord che vorrebbe l’abrogazione totale della legge Fornero sulle pensioni, per il quale si attende il responso della Consulta per il 20 gennaio, e coloro che vorrebbero mantenere il sistema pensionistico attuale. Irriducibile appare la posizione del segretario della Lega, Matteo Salvini, sostenuto dal vice presidente del Senato Calderoli che vorrebbero l’abolizione della legge Fornero, mentre i sindacati risultano divisi su diverse posizioni: da un lato la Cigl di Susanna Camusso che si dice favorevole al referendum, dall’altro lato Furlan della Cisl che ritiene sia meglio una riforma solo di alcune norme del sistema previsto dalla Fornero, cosa che il Parlamento potrebbe realizzare subito. Sulle stesse posizioni della Cisl anche la Uil di Proietti, secondo il quale il Governo dovrebbe consentire ai lavoratori uscite anticipate dal proprio impiego anche per dare vita alla staffetta generazionale e al turn over che creerebbero nuove possibilità di lavoro per i giovani disoccupati.

L’ex ministro Cesare Damiano, in proposito, ha rilanciato le sue proposte di uscita a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni, o tornando al sistema delle quota, con l’uscita a quota 100, come ipotesi di modifica della riforma pensioni Fornero, prescindendo dal risultato del voto sul referendum della Lega. L’ex ministro ha infatti spiegato: “La legge Fornero ha avuto due effetti controproducenti sul piano sociale: il primo, è quello di aver creato una situazione esplosiva, a partire dal problema degli esodati, a causa dell’assenza di gradualità nell’innalzamento dell’età pensionistica. Il secondo è che andare in pensione di vecchiaia oltre i 67 anni è causa di un sostanziale blocco delle assunzioni: non è difficile immaginare che se i genitori rimangono inchiodati nel posto di lavoro fino a tarda età, i loro figli e nipoti troveranno con maggiore difficoltà un’occupazione. Per questo insistiamo nella richiesta di introdurre un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico”

Il ministro del Lavoro Poletti ha assicurato che la materia previdenziale sarà ampiamente discussa e si dice pronto ad intervenire soprattutto sui requisiti pensionistici che da gennaio 2016 porterebbero ad andare in pensione a 66 anni e sette mesi, aumentando di altri quattro mesi l’età pensionabile. Proprio su questo requisito alcuni esponenti del Pd hanno presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo di modificare la norma che prevede l’aumento dell’età per l’uscita dal lavoro.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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