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Riforma pensioni 2015: priorità all’opzione donna, Quota 100 ed esodati

L’ex ministro del Lavoro nonché attuale presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano è tornato a chiedere un tavolo di confronto sui meccanismi di flessibilità per poter anticipare l’uscita dal lavoro, soluzioni serie per gli esodati e risposte sulle ricongiunzioni onerose. Dopo che saranno adottati i decreti attuativi al Jobs Act, sarà aperto il confronto sulle tante proposte di modifiche alla legge Fornero in materia pensionistica.

I correttivi alla Riforma Fornero riguarderebbero la rimozione delle restrizioni per le lavoratrici di accedere nel 2015 all’opzione donna a causa di una interpretazione illegittima imposta dall’Inps nel 2012. Damiano ha spiegato: “Sarebbe un ulteriore segnale che il Governo, dopo lo stop alla penalizzazione approvato con la legge di stabilità 2015, si interessa ai problemi concreti dei lavoratori”. Altra modifica ritenuta necessaria riguarda il meccanismo all’adeguamento alla speranza di vita: “L’articolo 12 del Decreto Legge 78 del 2010 ha applicato la speranza di vita in modo selvaggio verso tutti i lavoratori nell’AGO e nelle forme sostitutive ed esclusive senza tener conto delle specifiche esigenze di ciascun comparto, ma non tutti i lavori sono uguali e quindi è necessario calibrare gli adeguamenti in funzione del tipo di attività svolta. E’ una questione di giustizia sociale”.
Mentre sulle proposte di flessibilità in uscita la minoranza del Partito Democratico propone due soluzioni alternative: o quella di anticipare le uscite attraverso un meccanismo di flessibilità raggiunti i 62 anni di età con 35 anni di contributi e accedere alla pensione con una piccola penalità, oppure l’adozione della Quota 100. Secondo l’ex ministro Damiano queste proposte avrebbero un costo molto elevato: “L’obiettivo deve essere piuttosto quello di ristabilire un meccanismo di gradualità semplice da comprendere per i lavoratori come accadeva con le quote della pensione di anzianità sino al 2011. In questo contesto le due proposte sostenute dai dem appaiono “strutturali, robuste e solide”. Nel ventaglio di proposte di modifiche resta un pilastro quella di dare la possibilità di andare in pensione, qualunque sia l’età anagrafica, con 41 anni di contributi e senza penalizzazioni, perché coloro che hanno lavorato una vita non possono vedersi ridurre l’assegno.

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