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Riforma pensioni 2015 proposta del PD: pensione a 62 anni e 35 di contributi e penalizzazione massima dell’8%, con 41 anni di contributi nessuna penalizzazione

Maria Luisa Gnecchi, deputato del Pd e componente della Commissione Lavoro della Camera ha ribadito la proposta prioritaria del suo gruppo per la riforma delle pensioni con una maggiore flessibilità: “la richiesta del Pd è consentire a tutti di andare in pensione a 62 anni, con una penalizzazione massima dell’8% per chi ha 35 anni di contributi e nessuna penalizzazione per chi ne ha 41”. Dalla Commissione Lavoro verrà elaborato un unico testo che dovrà sintetizzare le posizioni di tutti i partiti presenti in Commissione, poi sarà la Ragioneria dello Stato a calcolare gli eventuali costi a carico dell’erario.

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Oltre alla prima proposta principale si prevede anche di ripristinare una maggiore flessibilità per le pensioni di vecchiaia delle donne, dato che con la Legge Fornero si è aumentata l’età per la pensione di vecchiaia di due anni a partire dal 1 dicembre 2012, con questo salto si è determinato che tutte devono aspettare tra cinque e sette anni in più. Ora si vuole riportare una maggiore gradualità con il riconoscimento di due anni per ogni figlio, dei periodi di cura degli stessi e di assistenza a familiari disabili. Inoltre si vuole riconoscere universalmente la maternità con tre anni di contributi per ogni figlio e sei in caso di figlio disabile.

Le proposte saranno messe dalla Commissione in un testo unico e dopo i calcoli esatti dei costi da parte della Ragioneria dello Stato si valuteranno le compatibilità con la sostenibilità dei conti pubblici. Così come sono stati reperiti i 2,2 miliardi di euro per i rimborsi della mancata perequazione, ora si dovranno trovare anche le somme occorrenti per una maggiore flessibilità. Rispetto all’estensione dell’Opzione Donna c’è da dire che essa è più costosa della maggiore flessibilità in anticipo solo se ci si ritira dal lavoro dopo i 65 anni, ma se di può prendere la pensione a 57 anni il suo costo complessivo è più oneroso della proposta Damiano. Anche sul contributivo per tutti, la questione centrale è quella dell’aspettativa di vita. Infatti se si inizia a prendere la pensione a 57 anni si riceverà l’assegno di 10 in più rispetto a chi può uscire dal lavoro solo a 67 anni.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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