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Riforma pensioni 2015: regole, contributi ed età necessari per andare in pensione quest’anno

In attesa che intorno a metà gennaio la Corte Costituzionale dia il via libera alla richiesta di referendum abrogativo della Riforma delle pensioni Fornero e l’eventuale ritorno alle precedenti norme più favorevoli per i lavoratori, il Governo sembrerebbe intenzionato ad attuare misure più eque e flessibili. Intanto nella Legge di Stabilità del 2015 c’è stata la cancellazione delle penalità, fino al 31 dicembre del 2017, per chi andava in pensione per anzianità contributiva senza avere raggiunto i 62 anni contrariamente a quanto previsto nella Legge Fornero.

Restano validi gli stessi requisiti del 2014 per l’uscita verso la pensione: sia per gli uomini che per le donne 66 anni e tre mesi, per gli uomini sono necessari 42 anni e sei mesi di contributi, mentre per le donne occorrono 41 anni e sei mesi. Questi requisiti dal 2016, se non interverranno novità migliorative, sono destinati a salire di 4 mesi per l’età passando da 66 e tre mesi a 66 e sette mesi. Scalino di quattro mesi che avanzerà ogni due anni fino al 2021.

L’assegno pensionistico potrebbe subire un piccolo abbassamento del valore a causa della rivalutazione per l’inflazione programmata leggermente superiore a quella verificatasi realmente. Quest’anno le pensioni rischiano una, seppur piccola, svalutazione anziché rivalutazione a causa dell’andamento negativo del Pil italiano. Sarebbe una brutta prima volta.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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