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Riforma Pensioni 2015, riforma Fornero: ecco come cambia per l’Inps

Tito Boeri, presidente dell’Inps, ha scelto di dire la sua sulla riforma delle pensioni 2015 e in particolare sulle modifiche da apportare alla tanto discussa riforma Fornero. Una riforma che viene quindi criticata proprio dall’Inps, ancora più e ancora prima di quanto sia riuscito a fare il referendum tanto voluto dalla Lega di Salvini.

Corpose le modifiche che, a giudizio di Boeri, sono necessarie per sciogliere il nodo delle pensioni. In particolare si parla della famosa “busta arancione”, un prospetto della situazione contributiva che il lavoratore dovrebbe avere sempre a disposizione. Qui sarebbero raccolti la situazione personale a livello contributivo del lavoratore e l’ammontare di un ipotetico assegno pensionistico.

Altra battaglia di Boeri è quella per ridefinire le regole su cui si basa il welfare per gli over 55. Si tratta infatti di una fascia particolarmente esposta in quanto meno facilmente ricollocabile sul mercato del lavoro in caso di fallimento o chiusura dell’azienda presso cui gli over 55 sono impiegati.

Proprio per questa categoria Boeri pensa anche ad un reddito minimo. Non nella forma pentastellata, ma una sorta di cuscinetto che andrebbe ad attutire i danni per tutte le persone tra i 55 e i 65 anni, che, una volta perso il lavoro, vengono a trovarsi in condizioni di sostanziale povertà.

Infine sta facendo molto discutere la piccola rivoluzione prevista dal pagamento di tutte le pensioni il primo giorno del mese. Si tratta di una misura che guarda all’unificazione delle pensione, oltre che ad una maggiore trasparenza e riduzione dei costi che il celebre economista sta alacremente perseguendo in questi mesi di presidenza dell’Inps.

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