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Riforma pensioni 2015: sempre più urgenti misure quali Quota 100, mini pensioni, mini assegno e assegno universale

Secondo gli ultimi dati del Censis a causa dell’attuale sistema previdenziale, circa il 65% dei giovani lavoratori che al momento hanno tra i 25 e i 34 anni percepiranno una pensione sotto i mille euro. I numeri evidenziano che si tratta di una platea di 3,4 milioni di giovani che lavorano con contratti standard. A questi si aggiungono 890 mila giovani tra 25 e i 34 anni con contratti di collaborazione o lavoratori autonomi, e infine ci sono in Italia quasi 2,3 milioni di Neet, che non studiano, né lavorano e che, in base agli studi del Censis, saranno gli anziani poveri di domani.

Questo quadro pone l’accento sull’urgenza di porre in essere tutti quei meccanismi di flessibilità che permettano un’uscita anticipata dal lavoro. L’adozione del pensionamento con la quota 100, o col prestito pensionistico o la mini pensione o con il part time consentirebbe l’assunzione di nuovi giovani sul piano occupazionale e nuova competitività e maggiore produttività su piano dell’economia. Infine piani di prepensionamento consentirebbero di arginare le strette maglie della Legge Fornero. Secondo molti analisti del settore in questo contesto si potrebbe inserire l’assegno universale, anche limitato ad alcune fasce di persone che rappresenterebbe, come nel resto dell’Europa, l’unica forma di tutela per chi si trova in difficoltà.

Tuttavia anche sulle soluzioni da adottare non ci sarebbe unanimità di vedute. Secondo Luigino Bruni, professore di Economia politica dell’Università Bicocca di Milano piuttosto che il prepensionamento per i lavoratori oltre i 55 anni si potrebbe prevedere il part-time che permetterebbe un ricambio nei posti di lavoro e ad una più fattibile stabilizzazione dei giovani precari.

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