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Riforma pensioni 2015 ultime notizie: Cesare Damiano boccia il contributivo puro

Secondo le ultime notizie sulla riforma pensioni 2015 riportate da PensioniOggi, il confronto dedicato al reddito, alla no tax area, alla lotta alla povertà e alla non autosufficienza avviato dal ministro Poletti con i principali sindacati dei pensionati è partito col piede giusto. In più, Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, dopo le aperture del Governo alla flessibilità in uscità, ha sottolineato come è importante che venga affrontato anche il tema della flessibilità del sistema previdenziale nella legge di stabilità. Damiano, che si dichiara contrario al contributivo puro. Queste le sue parole:

Anche noi, come i sindacati siamo contrari a una flessibilita’ che sia collegata al totale ricalcolo dell’assegno pensionistico con il metodo contributivo. Si tratterebbe di un taglio di circa il 30%: poco appetibile e troppo punitivo per i lavoratori. La proposta del Pd, che prevede la possibilita’ di andare in pensione a partire dai 62 anni, con 35 di contributi e l’8% di penalizzazione, con l’abbinamento dell’uscita a 41 anni di contributi per i lavoratori precoci rappresenta una soluzione equilibrata del problema e condivisa dalla maggioranza dei partiti”.

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Ha poi continuato: “Attribuire un diritto pensionistico di flessibilita’ ai lavoratori vuol dire togliere da una condizione di poverta’ chi rimane per lunghi anni, a causa dell’attuale legislazione, senza stipendio e senza pensione e, con il turnover, favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Su questa proposta largamente condivisa dagli altri partiti, intendiamo confrontarci con il Governo: il Presidente dell’Inps, Boeri, ha invece bocciato la proposta di flessibilita’ del Pd perche’ troppo costosa”.

“Noi bocciamo i conti di Boeri: vorremmo che si calcolasse la platea reale che potrebbe accedere al nuovo diritto e non quella potenziale; che si considerasse che con la flessibilità si risolverebbe il problema degli esodati non ancora tutelati, realizzando dei risparmi. Infine, occorre considerare che gli enormi costi sostenuti in questi anni con la cassa integrazione in deroga potevano essere piu’ utilmente impiegati per realizzare la flessibilità. Anche in questo caso realizzeremo dei risparmi, considerato il fatto che molti lavoratori che utilizzano la cassa in deroga sono dei licenziati mascherati”.

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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