in

Riforma pensioni 2015 ultime notizie, Cesare Damiano su contributivo e penalizzazioni: “Una soluzione ingiusta”

La riforma del sistema previdenziale è il filo rosso del confronto politico degli ultimi mesi. Le proposte di modifica della legge Fornero spesso sono state contrastanti tra di loro e i lavoratori attendono non senza qualche timore le decisioni del Governo. La Legge di Stabilità e prima ancora il Documento economico e finanziario saranno provvedimenti decisivi per quei lavoratori in attesa di andare in pensione. Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, continua a dichiararsi contrario alle affermazioni degli ultimi giorni di Enrico Morando, vice ministro dell’Economia ed esponente anch’egli del PD: “Non sono d’accordo con Enrico Morando: se l’introduzione della flessibilità nel sistema pensionistico deve prevedere ‘una soluzione neutrale per le casse dello Stato’, occorre fornire qualche spiegazione supplementare se non si vuole che la soluzione proposta si trasformi in una involontaria presa in giro”.

=> LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2015

La problematica centrale su cui mettersi d’accordo sono le eventuali decurtazioni in caso di pensionamento anticipato, in proposito Damiano ha spiegato: “La prima spiegazione riguarda la penalizzazione a cui sarebbero sottoposti gli assegni pensionistici per una riforma a costo zero: sarebbe non inferiore al 30%, vale a dire equivalente a un ricalcolo basato integralmente sul sistema contributivo. Una soluzione ingiusta e poco attraente per i lavoratori”. Mentre un’altra spiegazione da dare agli italiani, ha continuato a sostenere l’esponente democratico riguarda: “I risparmi che si sono conseguiti e che si conseguiranno con la riforma Monti. Noi abbiamo in mente due cifre: 80 miliardi di euro risparmiati dal 2012 al 2022 e la previsione di un risparmio, nel quarantennio 2020 e 2060, superiore ai 300 miliardi di euro. È mai possibile che non si possa intaccare questo colossale trasferimento di risorse a copertura del debito che ha colpito il nostro Stato sociale per utilizzare qualche decina di miliardi per la flessibilità?”.

Per quanto riguarda i costi che lo Stato dovrebbe sostenere in caso si consentisse ai lavoratori di scegliere di andare in pensione prima Cesare Damiano non ha dubbi: “Contestiamo i conti dell’Inps forniti da Boeri nel corso della audizione alla Commissione Lavoro della Camera: se si sostiene che, consentendo ai lavoratori di andare in pensione con 62 anni di età e 35 di contributi e con una penalizzazione dell’8%, tutti sceglieranno immediatamente quella soluzione, si è capito poco delle scelte dei lavoratori. Chi fa un lavoro pesante si vorrà ritirare, chi ce l’ha gratificante vorrà proseguire magari fino a 70 anni”. Anche la categoria degli esodati non ancora tutelati potrebbero scegliere questa opzione, e secondo Damiano: “anche in questo caso si tratta di risparmi”.

Seguici sul nostro canale Telegram

Vilhena alla Sampdoria

Calciomercato Sampdoria News: dal Feyenoord arriva Vilhena

pc portatile 2015

Il miglior portatile low cost: i 5 notebook sotto i 300 euro Agosto 2015