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Riforma pensioni 2015 ultime notizie: Cesare Damiano sulla pensione anticipata, “nel tempo ci sarà un’invarianza di costi”

Quanto costerà la riforma delle pensioni? Riuscirà lo Stato a trovare le sovvenzioni economiche per correggere le storture della Legge Fornero? Dopo l’ipotesi del rinvio della discussione e le ultime affermazioni del premier Matteo Renzi, continuano a essere questi i quesiti su cui si concentra la discussione sulla riforma previdenziale e la sua sostenibilità economica.

Intervistato da Repubblica.it, Cesare Damiano ha sottolineato che l’urgenza di attuare il pensionamento flessibile: operazione che nei primi anni non potrà essere a costo zero, ma che deve essere necessariamente considerata nel lungo termine, dal momento che “se si proietta l’anticipo della pensione lungo la durata dell’aspettativa di vita (mediamente oggi intorno agli 80 anni) si scopre che ai primi anni di costo corrispondono negli anni successivi dei risparmi”. Cosa ne risulterebbe? “La differenza tra l’attuale sistema e quello con la pensione anticipata sarebbe pressoché irrilevante”.

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Alle previsioni dell’Inps, secondo le quali il provvedimento potrebbe arrivare a costare 8,5 miliardi di euro, Damiano risponde che, anche ammessa la possibilità di accedere al pensionamento anticipato, non tutti opterebbero per l’uscita a 62 anni dal lavoro: “Ci sono lavoratori che a 62 anni si possono sentire usurati e non più in grado di svolgere efficacemente la propria attività” come “operai della catena di montaggio, infermieri, insegnanti delle scuole materne”, ma lo stesso non vale, ad esempio, “per i professori universitari, per i parlamentari, per i primari d’ospedale”.

Insomma, secondo il presidente della Commissione Lavoro della Camera sarebbe giusto spiegare a Bruxelles che la spesa aggiuntiva iniziale possa e debba essere sostenuta “perché nel tempo ci sarà un’invarianza di costi”. E a fine intervista riporta a sostegno della sua tesi delle simulazioni sul calcolo delle pensioni, affermando che con qualche accorgimento tecnico nel tempo potrà essere raggiunto “l’obiettivo del costo zero”.

Damiano e Baretta riusciranno a convincere i più riluttanti a favore della proposta di legge che permette di andare in pensione con 35 anni di contributi? La battaglia è tutta da giocare.

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