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Riforma pensioni 2015 ultime notizie: esodati e settima salvaguardia, ecco le richieste

“Il Governo ha completamente dimenticato che rimangono almeno 50mila esodati da includere nella salvaguardia, intervenga per chiudere definitivamente questa pagina nera”. Sono queste le parole scagliate dalla segretaria confederale della Cgil, Vera Lamonica durante il presidio organizzato dai Comitati degli esodati oggi in Piazza di Montecitorio e innanzi al Ministero del Lavoro, a Roma. Come abbiamo già affermato nei giorni scorsi, i manifestanti hanno ribadito la loro richiesta di essere inclusi nella settima salvaguardia, visto che con la riforma pensioni, targata Fornero, erano rimasti senza l’accesso alla quiescenza e senza l’occupazione.

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Infatti, anche se alcuni esodati sono stati inclusi nei sei provvedimenti di salvaguardia, come afferma Vera Lamonica, circa 50mila attendono ancora una soluzione al problema. Senza tenere conto, tra l’altro, che ci sono ancora diverse domande che sono in giacenza o che non sono state accolte. La richiesta principale, dunque, è quella di ottenere una calendarizzazione delle due proposte di legge depositate dai Dem e dalle Lega Nord per risolvere i problemi ancora esistenti legati a questo insieme di persone. Domani i Comitati degli esodati incontreranno il Consigliere del Presidente della Repubblica Mattarella, Giancarlo Montedoro e giorno 28 luglio, invece, incontreranno il direttore generale Inps, Antonello Crudo, nella speranza che si riesca a trovare una soluzione.

Per l’esattezza, sono 49.500 i lavoratori ricompresi e si tratta di individui che al dicembre 2011 non avevano già un lavoro con la prospettiva di accedere alla pensione entro il 6 gennaio 2019. Infatti, le sei salvaguardie, hanno tutelato soltanto quelli che potevano accedere al piano previdenziale entro il 6 gennaio 2016.

Questa la denuncia dei Comitati e di Vera Lamonica: “l’Inps non ha ancora ottemperato all’impegno preso con il Parlamento di rendere noto il numero esatto di lavoratori effettivamente salvaguardati e le risorse finora spese al riguardo. Si tratta di dati indispensabili perché proprio a partire dalle risorse impegnate ma non spese si può procedere alla settima salvaguardia, completando così una vicenda che è scandalosamente ancora in piedi”. “Anche il ministero del Lavoro non comunica i dati, e i due soggetti continuano a rimpallarsi la responsabilità. Siamo con i lavoratori che oggi manifestano davanti a Montecitorio e riconfermiamo il nostro impegno per far sì che la questione si possa definitivamente chiudere, assicurando – conclude – che a eguale condizione corrispondano eguali diritti”.

Questo perché nonostante l’esecutivo abbia aperto un nuovo provvedimento di tutela, possibile grazie ai risparmi derivanti dal sottoutilizzo del Fondo Esodati, l’esatta quantificazione dei lavoratori salvaguardati, da parte dell’Inps, tarda ad arrivare. E gli ultimi dati riportati mostrano una situazione tutt’altro che rassicurante: su 170mila lavoratori, infatti, soltanto 114mila di questi sono certificati dall’Inps e le persone che stanno ricevendo una pensione sono 78mila. Le domande che non sono state accettate risulterebbero essere 50mila mentre 7mila sono le domande ancora in giacenza.

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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