in

Riforma pensioni 2015 ultime notizie: Opzione Donna e settima salvaguardia vicine al sì, ma la Quota 41 e le richieste dei precoci?

Molto probabilmente il Governo rinuncerà ad inserire dentro la Legge di Stabilità la modifica alla Legge Fornero che dovrebbe rendere più flessibile la possibilità di uscita anticipata verso il pensionamento. Se come affermato dal premier Renzi un’eventuale intervento deve essere: “sostanzialmente a costo zero per il bilancio pubblico” e senza “uno spostamento di risorse aggiuntive verso la previdenza”, la maggioranza che sostiene il Governo e le parti sociali, sia i sindacati che la Confindustria ritengono che il problema deve essere affrontato magari con uno specifico di legge, collegato alla manovra finanziaria, da approvare in Parlamento nel 2016.

=> LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2015

Intanto, domani in Commissione Lavoro alla Camera si affronteranno i due specifici provvedimenti concernenti la proroga dell’Opzione Donna e la settima salvaguardia per gli esodati. Sia nel fondo stanziato per le lavoratrici che in quello per la salvaguardia degli esodati sono avanzate delle somme non accantonate ed ora serve che la Commissione adotti direttamente in sede legislativa la norma che consente il riutilizzo di questi fondi. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha voluto chiarire che: “I giornali hanno scritto che ci sarebbe una riduzione delle pensioni del 30%. Non è così, la nostra proposta al Governo non ha un taglio grande delle pensioni ma prevede una riduzione equa per chi sceglie di anticipare il ritiro che non implica una riduzione di quell’entità né il ricalcolo con il metodo contributivo”.

Anche i lavoratori precoci hanno espresso la loro delusione per lo stop alla Quota 41 che in questo modo si andrebbe a determinare e la loro protesta corre sulla rete e cresce il pressing sul premier Matteo Renzi che rischia di perderci credibilità. Uno di loro ci ha scritto esponendoci un eventuale scenario:

Se il governo bloccherà tutto sulla flessibilità, secondo me accadranno queste 3 cose:
a – I PRECOCI saranno costretti a rimanere sul posto di lavoro per altri 2 anni circa, bloccando sin da subito, migliaia di nuovi posti per i giovani;
b- Quelli che hanno perso o perderanno il lavoro dopo i 41 anni di contributi, andranno ugualmente in pensione ma dopo 24 mesi circa di NASPI ( sussidio + contributi figurativi ), a spese dei contribuenti;
c – Essendo il sussidio molto più basso dello stipendio o della pensione futura, i lavoratori licenziati approfitteranno della loro ampia esperienza in ogni campo ( artigianale, industriale, tecnica, amministrativa, ecc .. ) , per fare un bel po’ di lavoro in NERO fino alla pensione, recandosi in piccoli laboratori artigianali, studi tecnici, studi di consulenza finanziaria, ecc , togliendo potenzialmente ulteriori posti di lavoro.
Spero comunque in un ripensamento. F.T.

bambini anestesia

Anestesia nei bambini, a rischio le emozioni anche in età adulta

7 castelli bellissimi da visitare in Italia: dove andare per un weekend da favola

7 castelli bellissimi da visitare in Italia: dove andare per un weekend da favola