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Riforma pensioni 2015 ultime notizie: pensioni anticipate e opzione donna, ecco gli ultimi dati

Gli ultimi dati relativi alle pensioni anticipate sul tema riforma pensioni 2015, confermano come, nonostante la riforma Fornero, le domande di prepensionamento aumentano giorno per giorno. Anche per quanto riguarda l’opzione donna, ad oggi consentita solo fino alla fine del 2015, si certifica un notevole incremento dei trattamenti di anzianità. Nel primo semestre 2015, infatti, crescono le domande di pensione anticipata. A comunicarlo è la stessa Inps, nell’Osservatorio di monitoraggio dei flussi di pensionamento. Secondo i dati trasmessi nei giorni scorsi dall’Inps, infatti, le domande di pensione anticipata ammontano a quasi 70.000 unità, corrispondente a circa il 108% rispetto al periodo 1 gennaio-30 giugno 2014.

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«L’incremento rilevato – afferma l’Inps – dipende essenzialmente dalla nuova normativa introdotta con la legge 214/2011 che, come noto, ha causato un blocco dei pensionamenti di anzianità incrementando notevolmente i requisiti contributivi per il diritto alla pensione anticipata, e in seguito alla quale, pertanto, solo ora un numero consistente di soggetti ha potuto raggiungere la maggiore anzianità richiesta per questo tipo di trattamento».

Come ricorda l’Inps, però, questo andamento dipende principalmente dalle regole che sono state imposte con l’attuale normativa che ha introdotto la pensione anticipata in luogo della pensione di anzianità. Fino al 2011, la pensione d’anzianità veniva liquidata con 40 anni di contributi oppure col sistema delle quote che, a partire dal 2012, richiede un’anzianità molto superiore rispetto ai 35 minimi richiesti nelle quote attuali. Infatti, coloro i quali nel 2011 non hanno raggiunto il requisito delle quote anche in presenza d’anzianità elevata, hanno iniziato soltanto quest’anno a raggiungere in misura consistente i 42 anni e 6 mesi di anzianità richiesti dal trattamento anticipato.

Per quanto riguarda l’opzione donna, l’Inps mostra un trend molto simile, dimostrando un notevole incremento dei trattamenti di anzianità. L’opzione donna consiste nella possibilità data alle donne, entro il 31 dicembre 2015, di lasciare il proprio mestiere con il calcolo contributivo ad almeno 35 anni di contributi e con un minimo di 57 anni e 3 mesi di età per le lavoratrici dipendenti, oppure 58 anni e 3 mesi, con 35 anni di contributi per le lavoratrici autonome. Per le donne è vigente il principio contributivo minimo di 41 anni e 6 mesi, mentre dall’anno prossimo anche per loro scatta l’aumento di un altro quadrimestre, basati sui dati sulla speranza media di vita e sull’invecchiamento della popolazione.

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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