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Riforma pensioni 2015 ultime notizie per i lavoratori precoci: ecco le richieste dei sindacati sulla flessibilità in uscita

Dopo un periodo di astinenza, i principali sindacati (CGIL, CISL, UIL), ieri, si sono seduti di nuovo al tavolo per discutere dei principali temi del nostro paese: il fisco, la scuola, la riforma pensioni 2015, lo sblocco della contrattazione nella pubblica amministrazione e la riforma del modello contrattuale. Quest’ultimo è, probabilmente, il tema più caldo al momento. La richiesta è abbastanza unanime: modificare la legge Fornero entro l’anno e, in modo particolare, garantire la flessibilità senza penalizzazione per i lavoratori precoci.

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Secco no per il piano Boeri da parte del segretario CGIL Susanna Camusso: “Non si può andare in pensione solo a 67 anni, ci vuole flessibilità senza grandi penalizzazioni dai 62 anni ed un’uscita a 41 anni di contributi per i precoci, chi ha iniziato a lavorare a 20 anni. Inoltre occorre anche tenere conto della somma dei contributi e dei lavori che non sono tutti uguali. Basta proposte spot, ci vuole un tavolo. Alla ripresa faremo un pressing significativo, le modalità le vedremo”.

I sindacati si dicono contrari ai tagli che, stando a quanto dichiarato proprio dalla Camusso, sarebbero del 30-35% sulle pensioni più povere. In realtà, il presidente Boeri ha già ribadito che i tagli saranno molto meno ingenti, circa del 3-3,5%. I più preoccupati sono sicuramente i lavoratori precoci che, pur avendo alle spalle molti anni di contributi, non raggiungono i requisiti anagrafici richiesti. Spererebbero, dunque, che le parole fossero seguite dai fatti: la richiesta è che venga approvata la Quota 41 proposta da Damiano e che si chiariscano le penalizzazioni, confidando che quest’ultime siano irrisorie o del tutto assenti, perché non ha senso essere penalizzati solo perché ancora troppo “giovani” per accedere al piano pensionistico.

Ha continuato Susanna Camusso, dicendo che c’è bisogno di una flessibilità senza grandi penalizzazioni e che bisogna tenere conto anche della somma dei contributi versati e dei lavori svolti, che non sono tutti uguali. E’ ora di passare ai fatti. Dello stesso pensiero saranno senz’altro anche milioni di lavoratori, che attendono fiduciosi nuove e importanti svolte.

Written by Giuseppe Cubello

Studente all'Università Magna Graecia di Catanzaro. Innamorato dello sport. Sogno di diventare presto giornalista pubblicista.

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