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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità e uscita anticipata in cambio di accordi con le aziende e penalizzazioni

Il premier Matteo Renzi, nel suo intervento di ieri, alla direzione del PD ha dedicato un passaggio al tema della riforma della Legge Fornero:Noi abbiamo bisogno di dire con chiarezza che i conti pensionistici per quello che riguarda il nostro Paese non si toccano. Ma se esiste la possibilità, e stiamo studiando il modo, per cui in cambio di un accordo si possano consentire forme di flessibilità in uscita, se esistono le condizioni per farlo, sarebbe un gesto di buona volontà”. Con questa affermazione ha voluto ribadire che i ministri dell’Economia e del lavoro, Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti, stanno valutando alcune proposte di alleggerimento dell’attuale rigido sistema previdenziale.

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Con la frase “in cambio di un accordo”, il premier sembra avanzare l’ipotesi che un’eventuale maggiore flessibilità possa riguardare alcune specifiche categorie di lavoratori. A coloro che hanno raggiunto l’età di 62/63 anni verrebbe concessa l’opportunità di andare in pensione prima con una penalizzazione dell’assegno del 3-3,5% annuo. Le aziende dentro processi di ristrutturazione vedrebbero agevolati percorsi di staffetta generazionale, così come proposto dall’esponente dell’Ncd Maurizio Sacconi, purché partecipino ai costi dei prepensionamenti versando i contributi detassati necessari alla maturazione della pensione. Al ministero dell’Economia si lavora, pure, sul prestito pensionistico e sull’assegno di solidarietà per agevolare l’uscita anticipata senza grandi costi per lo Stato.

Il Governo pensa anche ad una nuova forma di uscita anticipata per le lavoratrici, non con la vecchia Opzione Donna che richiede 57 anni di età e 35 di contributi solo in cambio del ricalcolo contributivo della pensione, ma l’uscita avverrebbe a 62-63 anni e 35 di contributi con una decurtazione del trattamento pensionistico calcolata sulla speranza di vita e quindi intorno al 10% sui tre anni di anticipo. Infine il ministro Poletti ha fermato in questo modo tutte le ricostruzioni giornalistiche di questo periodo: “Stiamo lavorando come ha detto il presidente del Consiglio, adesso analizziamo tutte le opzioni possibili. Ho visto che escono fantasiose anticipazioni ma non nulla hanno a che fare con il lavoro che stiamo portando avanti. Adesso dobbiamo fare tutte le previsioni, simulazioni e valutazioni, poi insieme collegiamente il consiglio dei ministri deciderà”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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