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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità, esodati ed Opzione Donna, pressing di Giuliano Poletti sul Governo

Il Governo ha varato in Consiglio dei Ministri il Documento di economia e finanza e il premier Matteo Renzi ha esplicitato la sua impostazione: “Faremo una manovra espansiva e non di rigore”. Da ora l’attenzione si sposta sui provvedimenti che verranno inseriti nella prossima Legge di Stabilità che dovrebbe arrivare in Parlamento il prossimo 15 ottobre. Sulle pensioni la partita sembrerebbe non avere speranza dopo che il ministero del Tesoro ha detto no alla possibilità di modificare la legge Fornero, rendendo più flessibili i requisiti per il pensionamento. Il costo del sistema delle quote, a partire dai 62 anni con 35 di contributi è una penalizzazione del 2% annuo, viene valutato tra i 4 e gli 8 miliardi, che al momento sono troppi per il bilancio dello Stato.

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Comunque l’alleggerimento dei requisiti troppo rigidi fissati nella legge Fornero è un argomento che potrebbe riemergere in Parlamento nel confronto sulla manovra finanziaria. Una soluzione meno costosa potrebbe essere rappresentata dal prestito pensionistico, un anticipo sul trattamento previdenziale da restituire in rate di modesta entità al momento in cui si arriva al vero e proprio pensionamento. Sia il mondo sindacale che quello confindustriale chiedono al governo alcune modifiche all’attuale sistema previdenziale per attivare un virtuoso meccanismo di ricambio generazionale nel sistema produttivo. Per una maggiore flessibilità sono impegnati il ministro Poletti, il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta e lo stesso Tito Boeri presidente dell’Inps. Il segretario della Cgil, Susanna Camusso ha chiesto agli altri sindacati confederali un impegno comune per premere sul Governo perché non sfugga a queste misure di riforme.

Avanza l’ipotesi di un decreto per la settima salvaguardia di quei lavoratori esodati che sono rimasti senza lavoro e senza pensione in prossimità della riforma Fornero per il suo improvviso e brusco innalzamento delle tasse. Il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, ha invitato il Governo a non sottovalutare il problema: “Se oltre i 170 mila esodati, per i quali abbiamo stanziato con sei salvaguardie 11,6 miliardi di euro, ne esistono solo un migliaio, perché il ministero dell’Economia pretende coperture miliardarie per una nuova salvaguardia?“. Minore è l’impatto della proroga di Opzione Donna per consentire la possibilità di andare in pensione con questo regime anche a quelle lavoratrici che hanno maturato i requisiti nel corso del 2015, in questo caso dovrebbe essere adottato uno specifico provvedimento per il riutilizzo delle somme rimaste inutilizzate. Se il ministero del Tesoro mantiene un profilo neutrale sulle scelte di natura prettamente politica, dovrà essere Matteo Renzi a non deludere le grandi aspettative da lui stesso alimentate con i suoi annunci.

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