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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità, precoci, esodati e Opzione Donna pressano i sindacati

Il margine d’incertezza che regna su quali proposte di modifica della legge Fornero deciderà di puntare il Governo di Matteo Renzi è dovuto soprattutto alle diverse posizioni che albergano dentro lo stesso partito democratico di cui Renzi è segretario. Da un lato la posizione del viceministro dell’Economia, Enrico Morando, che ritiene sia necessario procedere a piccole modifiche dell’attuale sistema previdenziale magari con maggiore flessibilità, ma senza nessun onere a carico dello Stato, dall’altro il suo collega di partito e di Governo il sottosegretario Pier Paolo Baretta che più volte si è spresso oer introdurre una maggiore flessibilità conveniente per i lavoratori perché con lievi penalizzazioni sui trattamenti pensionistici.

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Il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, altro esponente del PD in un’intervista al quotidiano Il Tempo, torna ad incalzare il Governo perché assuma la scelta di riformare il sistema previdenziale introducendo maggiore flessibilità: “Perché favorisce le assunzioni dei giovani e limita l’aumento dei nuovi poveri, cioè di coloro che avendo perso il lavoro dopo i 60 anni devono aspettare altri sei anni per avere l’assegno pensionistico”. Damiano ha ribattuto anche al viceministro Morando sostenendo che la sua proposta di flessibilità senza costi per lo Stato: “significa penalizzare l’assegno del 30%”, ed ha sollecitato ancora una volta una discussione franca nei gruppi parlamentari nel Partito Democratico di Camera e Senato.

Nel mentre continua con grande caparbietà la mobilitazione dei lavoratori precoci che chiedono l’approvazione in loro favore della quota 41, cioè di poter accedere alla pensione avendo maturato 41 anni di contributi senza limitazioni di età e senza subire alcuna penalizzazione. In questa fase stanno facendo una grande pressione sulle forze sindacali di Cgil Cisl e Uil perché appoggino seriamente la loro richiesta. Al ministro Poletti stanno arrivando moltissimi messaggi via email e sul web da parte di tanti lavoratori che chiedono “parità di trattamento” per uomini e donne e richiamandosi alla Carta dei diritti europea, auspicano che la possibilità di scegliere il regime di Opzione Donna sia estesa alle altre categorie di lavoratori, perché potrebbe servire a dare soluzione alla questione degli esodati e di chi ha perso il lavoro.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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