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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità, quote e sistema contributivo, i lavoratori precoci si mobilitano

Il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, come tanti altri esponenti del Governo, in un’intervista rilasciata la Secolo XIX, conferma che a settembre in Parlamento arriverà la proposta di alleggerire la legge Fornero con maggiore flessibilità in uscita dal lavoro verso la pensione: “La linea della flessibilità ormai si sta affermando ed anche il presidente del Consiglio ha indicato di voler andare in questa direzione. È un’esigenza condivisa dal Parlamento ed anche dalle parti sociali. Nella proposta di legge sui pensionamenti flessibili ipotizziamo che sia applicata sulla quota retributiva della pensione una decurtazione del 2% per ogni anno di anticipo, a partire dai 62, rispetto all’età di riferimento per la pensione di vecchiaia ovvero 66 anni. La penalizzazione però si attenua gradualmente se gli anni di contributi sono più di 35. Si può anche pensare a tagli più consistenti o ad una diversa modulazione. Le possibilità tecniche sono più di una e sul tema sta lavorando anche l’Inps”.

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A parere del sottosegretario non si può: “Rinunciare ad una riforma fondamentale come quella del 2011 ma l’attuale assetto rischia di essere travolto proprio se non costruiremo dei margini di flessibilità. La diga non reggerà, a meno che non si permetta un certo deflusso tramite controllato. Introducendo correzioni equilibrate alla legge Fornero, la mettiamo in sicurezza. Del resto i parametri resterebbero gli stessi, l’età di riferimento resta fissata a 66 anni, crescenti. In più una maggiore possibilità di uscita per i lavoratori anziani può creare più occasioni di lavoro per i giovani, favorire un po’ di ricambio generazionale”. Pier Paolo Baretta avanza l’ipotesi di un ragionevole compromesso tra la proposta Damiano e il contributivo integrale di Boeri. Si partirebbe dai 62 anni di età come requisito minimo di accesso al pensionamento e la percentuale di decurtazione salirebbe per ogni anno di anticipo prima del 2% poi del 5% e dell’8% infine del 12% se gli anni di anticipo sono 4.

Cesare Damiano sulla sua pagina Facebook ha ribadito al premier Matteo Renzi che deve mantenere l’impegno di modifica della legge Fornero con la maggiore flessibilità in uscita a partire dai 62 anni: “Si tratta di un obiettivo che può far diminuire i nuovi poveri potenziali (chi deve aspettare la pensione per 4-5 anni senza reddito) e aumentare, con il turnover, l’occupazione dei giovani”. Non diminuisce il pressing dei lavoratori precoci che reclamano la Quota 41 e oggi il quotidiano La Repubblica ha dato spazio a due di loro, uno che ha iniziato a lavorare nel 1977 e non potrebbe andare in pensione prima del 2021 con 42 anni e mezzo di contributi, un altra lavoratrice che ha anche riscattato gli anni di laurea e non potrebbe lasciare il lavoro prima del 2031 quando avrà compiuto quasi 69 anni. Per continuare a farsi sentire i lavoratori precoci annunciano una protesta in Piazza San Pietro : “potremmo presentarci prima dell’Angelus di Papa Francesco, come turisti o fedeli, ciascuno con una maglia bianca o una fascia al braccio con su il numero 41 scritto in grande. L’obiettivo sarebbe ‘solo’ quello di farci notare dalle troupe televisive che riprendono la funzione ed avere un minimo di visibilità e chissà ottenere magari un piccolo spazio in qualche tv2″.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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