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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità in uscita, convergenza tra Tito Boeri, Giuliano Poletti e Cesare Damiano

La riforma delle pensioni, dopo le diverse proposte e i confronti su di esse, mette quasi tutte le parti d’accordo sulla necessità di introdurre meccanismi che consentano un’uscita anticipata dal lavoro. Sia Tito Boeri, presidente dell’Inps, che Giuliano Poletti considerano una maggiore flessibilità un fatto “ineludibile”. Dunque la legge Fornero dovrebbe essere modificata abbassando l’età per andare in pensione. Le decisioni del Governo dovrebbero essere contenute nella Legge di Stabilità che il Governo presenterà in Parlamento entro il 15 ottobre.

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Permettendo l’uscita anticipata si dovrebbe dare una spinta alla crescita occupazionale, che secondo i dati dell’Istat comincia a segnare una tendenza positiva. Il presidente dell’Inps è del parere che la crescita occupazionale registrata negli ultimi mesi è dovuta all’introduzione del contratto a tutele crescenti e allo sgravio contributivo: “Sicuramente quando la disoccupazione cala è positivo. Sia la decontribuzione dei contratti a tempo indeterminato che il nuovo contratto a tutele crescenti hanno avuto un effetto. Noi lo abbiamo visto dalle nostre statistiche perché c’è stato un incremento forte delle assunzioni a tempo indeterminato da gennaio e poi un ulteriore incremento da marzo con le tutele crescenti”.

Una maggiore flessibilità favorirebbe l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, mentre al momento si è vista una crescita occupazionale degli over 55: “associata anche all’inasprimento delle regole per l’accesso alla pensione”. Mentre ha continuato a sottolineare Boeri: “Credo che un po’ più di flessibilità in uscita verso la pensione sarebbe di aiuto per l’occupazione giovanile”, spiegando così la diminuzione dell’occupazione dei soggetti tra i 15 e i 34 anni. In che modo il Governo sceglierà di riformare la legge Fornero non è ancora del tutto certo, la proposta su cui si registrano più convergenze in Commissione Lavoro alla Camera è quella Damiano-Baretta contenuta del ddl 857 che permetterebbe ai lavoratori il pensionamento anticipato con 62 anni di età e 35 di contributi ed una decurtazione del trattamento previdenziale del 2% per ogni anno che ragionevolmente potrebbe essere aumentata fino al 3-3.5% consentendo al Governo di salvaguardare la sostenibilità dei conti pubblici.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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