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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità in uscita e pensione anticipata, per Pier Carlo Padoan “Oggi non è in agenda”

Sul tema della riforma delle pensioni, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista rilasciata a Sky ha raggelato le aspettative dei lavoratori che attendevano gli sviluppi del braccio di ferro tra il ministro Poletti, Cesare Damiano e un grande parte della maggioranza da un lato e il ministero dell’Economia e delle Finanze dall’altro: “Riguardo alle pensioni il principio della flessibilità in uscita per chi va in pensione è giusto, va valutato in termini di meccanismi e coperture, ma per il momento non è all’ordine del giorno della legge di Stabilità”. La dichiarazione del ministro non lascerebbe margini neanche per una flessibilità a costo zero per lo Stato.

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Sembra che sia prevalsa la linea della cautela. La Legge di Stabilità che prevede una manovra passata da 25 a 27 miliardi di euro, è impegnata per 16, che dovrebbero fare in modo di non far aumentare l’Iva e le accise. Una spesa di oltre un miliardo di euro è causato dalle due sentenze della Corte Costituzionale con cui ha dichiarato illegittimo il blocco delle indicizzazioni delle pensioni, che ha un costo di 500 milioni, e con cui ha abolito la Robin Tax sulle imprese energetiche, che costa altri 700 milioni. Mentre l’abolizione dell’Imu sulla prima casa, sugli immobili agricoli e sui mega macchinari costerà 5 miliardi. La discussione, dunque, verte sui circa quattro miliardi che possono essere destinati a nuove spese.

Ma già il 31 dicembre scade il termine dello sconto triennale degli oneri previdenziali per chi assume a tempo indeterminato. Il Governo starebbe valutando o di riconfermarlo totalmente su tutto il territorio nazionale e sarebbe molto costoso, o solo per il Sud. Oppure, ancora, mantenere la defiscalizzazione anche per il Centro-Nord, ma per un periodo inferiore. Per Matteo Renzi aumentare il numero delle assunzioni a tempo indeterminato è da sempre stato un tema irrinunciabile per assicurare una ripresa stabile e duratura. Tuttavia il ministro Padoan ammette che ci potrebbero essere delle entrate straordinarie dal rientro dei capitali dall’estero ed inoltre dal 2017 potrebbe arrivare una nuova tassa la “Google tax” o anche detta “Digital tax” sull’introduzione della quale si aspettano chiarimenti da Bruxelles, nel frattempo Renzi fa sapere: “Immaginiamo una tassa per far pagare nei luoghi dove vengono fatte le transazioni e gli accordi”.

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