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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità in uscita, penalizzazioni e part time, il parere di Tiziano Treu sulla Legge di Stabilità

La flessibilità in uscita e il pensionamento anticipato continuano ad essere i grandi temi delle riforma previdenziale che fanno discutere. Ora che è prossima la discussione in aula delle misure contenute nella Legge di Stabilità, in molti si stanno domandando quali provvedimenti verranno presi nel corso del 2016 per garantire l’uscita anticipata dal mondo del lavoro.

L’ultimo a esprimere il suo parere è stato Tiziano Treu, che in un’intervista a IlSussidiario.net, ha espresso il suo parere riguardo alle linee guida indicate dal Governo nella Legge di Stabilità. Il part time in uscita viene considerato dal politico un buonissimo punto di partenza, auspicabile perché consente al lavoratore di allontanarsi progressivamente dal mondo del lavoro dimezzando negli ultimi due anni il numero di ore lavorative, ma senza rinunciare a metà dello stipendio (si stima una riduzione del 35%). Innovazione reputata “molto utile” da Treu, che però avanza una perplessità: in molti altri paesi questa forma di flessibilità è unita alla staffetta generazionale, che abbina alla riduzione di orario di un lavoratore prossimo alla pensione l’inserimento lavorativo di un apprendista, mentre in Italia questa scelta è lasciata a discrezione del datore di lavoro.

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Rimane da sciogliere, inoltre, il nodo sulle penalizzazioni: secondo il politico, un ricalcolo con il sistema contributivo (come nel caso di Opzione donna) comporterebbe una decurtazione significativa dell’assegno pensionistico, pari anche al 25%, che conseguentemente potrebbe essere accettata solo da chi percepisce una buona pensione. Se ad ogni anno di uscita anticipata, invece, corrispondesse “una riduzione della pensione piuttosto contenuta”, allora “l’aggravio sarebbe da parte dello Stato”.
A chi è deluso per le scelte del Governo e le mancate promesse, Treu spiega che “introdurre una flessibilità pensionistica completa avrebbe reso necessarie delle scelte difficili”. Si è quindi dovuto tener conto della limitatezza delle risorse, senza poter abbracciare per il momento una scelta definitiva tra quelle proposte, dal contributivo puro al sistema delle quote targato Damiano, considerato oneroso per lo Stato.

E a noi non resta che aspettare.

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