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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità in uscita, per Tito Boeri il criterio è l’età anagrafica

Il presidente dell’InpsTito Boeri è intervenuto davanti alla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati che è impegnata in un’indagine conoscitiva sull’incidenza della differenza di genere nella legislazione previdenziale e sulle diseguaglianze delle loro pensioni, affermando: “Non bisogna ripristinare vecchi criteri pensionistici. Se si vuole introdurre maggiore flessibilità quanto al tempo di percezione della pensione dobbiamo porre requisiti di natura anagrafica e non contributiva: l’età deve essere il fattore che decide e non l’anzianità contributiva”.

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Secondo il professore Boeri l’introduzione di una maggiore flessibilità per attenzionare le questioni delle lavoratrici non può riguardare l’anzianità contributiva che è un fattore più vantaggioso per gli uomini, mentre è molto più pregnante l’età anagrafica. Tito Boeri ripropone la validità di rivedere i criteri di ricongiunzione onerosa, come un fattore molto importante per le donne lavoratrici, poiché gli attuali costi risultano troppo elevati per le carriere discontinue. Il presidente dell’Inps auspica che questa revisione: “Venga fatta in sede di modifiche da apportare al nostro sistema previdenziale”.

Boeri si è inoltre soffermato sulle differenze di trattamento nelle pensioni degli uomini e delle donne, determinate principalmente dalle diverse retribuzioni e anni di contributi versati tra lavoratori e lavoratrici: “Se guardiamo ai lavorati dipendenti, i salari delle donne erano il 68,6% di quelli degli uomini nel 2013. Nel lavoro para-subordinato i divari sono ancora più accentuati: Le retribuzioni delle donne sono il 50% di quelli degli uomini. La seconda ragione riguarda le regole pensionistiche: una grossa componente della disparità è legata a alle pensioni di anzianità che hanno storicamente avvantaggiato gli uomini con maggiori anzianità contributive”. Mentre, per le prestazioni previdenziali, si spende mediamente di più per gli uomini che per le donne, le pensioni di anzianità per 4/5 sono degli uomini e con un importo maggiore. Infine secondo Boeri il cambiamento di sistema da retributivo a contributivo: “Ha attenuato queste differenze, premiando maggiormente le donne rispetto al regime precedente”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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