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Riforma pensioni 2015 ultime novità: flessibilità in uscita rimandata, sindacati promettono battaglia

Rispetto alle notizie provenienti da Palazzo Chigi su un possibile rinvio all’anno prossimo dell’introduzione di criteri di maggiore flessibilità nel sistema previdenziale perché mancherebbero le coperture finanziarie poiché il premier Matteo Renzi preferisce puntare sulla riduzione delle tasse, non si sono fatte attendere le reazioni di parte sindacale che dichiarano tutta la loro contrarietà. Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti ha affermato”Sarebbe letteralmente incredibile se il Governo, come da indiscrezioni giornalistiche, rinviasse l’introduzione della flessibilità di accesso alla pensione ripetutamente annunciata negli ultimi mesi dal Presidente del Consiglio e dal ministro del Lavoro. Non vogliamo credere che ciò accada perché ci troveremmo di fronte al protrarsi di iniquità ed ingiustizie alle quali tutti dicono di voler porre rimedio”.

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La Cgil attraverso la segretaria confederale, Vera Lamonica, si è così espressa: “È indispensabile che la legge di Stabilità affronti il tema delle pensioni, introducendo quella flessibilità necessaria da un lato a dare risposte più eque a chi è in procinto di uscire dal mondo del lavoro e dall’altro in grado di consentire l’accesso allo stesso per i giovani. Le risorse, quando vi è l’intenzione, si cercano e si trovano. La flessibilità in uscita è necessaria per dare risposte ai lavoratori e alle lavoratrici che non possono rimanere al lavoro perché svolgono mansioni improponibili alle età previste, perché precoci o perché non hanno più un’occupazione. É necessaria anche perché come oramai riconosciuto da tutti, ministro Poletti compreso, se non si consentono uscite graduali e flessibili si continua a bloccare l’accesso dei giovani al lavoro”.

Anche la Cisl è intervenuta con Maurizio Petriccioli: “Da ormai molto tempo autorevoli esponenti del Governo e del Parlamento hanno condiviso la necessità, più volte sottolineata dalla Cisl e dal sindacato, di ripristinare una flessibilità nell’accesso alla pensione che rimetta nella disponibilità dei lavoratori le scelte relative al pensionamento, per realizzare una gestione più efficace degli esuberi e delle crisi aziendali e per offrire ai giovani nuove opportunità di ingresso in un mercato del lavoro altrimenti bloccato“. Insomma le parti sociali sono sul piede di guerra e sicuramente in Commissione Lavoro alla Camera sia le forze politiche di maggioranza che quelle di opposizione incalzeranno il Governo perché non deluda le aspettative di moltissimi lavoratori.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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