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Riforma pensioni 2015 ultime novità: lavoratori precoci, quota 41 e pensioni anticipate trattativa col Governo

l dibattito sulla Riforma delle pensioni è sempre molto intenso. L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, attualmente presidente della Commissione Lavoro della Camera è il proponente del Disegno di legge del Pd, che con la cosiddetta quota 41 offrirebbe l’opportunità di uscire dal lavoro quando si sono maturati 41 anni di contributi prescindendo dall’età anagrafica. Damiano sottolinea che la proposta mira appositamente a consentire ai lavoratori precoci di usufruire di requisiti di contribuzione svincolati dall’età proprio per quei lavoratori che hanno cominciato a lavorare molto prima degli altri.

Cesare Damiano appartiene ad un’area del Pd più vicina alle posizione della Cgil e non a quella del premier Matteo Renzi che insieme al suo ministro dl Lavoro, Giuliano Poletti, che sul tema della riforma pensioni mantengono un atteggiamento che si potrebbe definire attendista. Così la posizione di quei politici come Damiano che pressano il Governo sulla questione dei lavoratori precoci è abbastanza chiara politicamente, ma priva di sponde nel Governo. Ma, nonostante ciò, il presidente Damiano non demorde: “Un’uscita a 41 anni di contributi ci sembra una proposta equilibrata considerando che prima della Legge Fornero si usciva sì con 40 anni di contributi ma bisognava mettere in conto un’attesa di dodici mesi per accedere al vitalizio. Resta ferma la volontà di rivedere le soglie contributive e di abbassarle a 41 anni di contributi. E’ una misura particolarmente importante per i lavoratori precoci che la riforma Fornero non ha tenuto in debita considerazione”.

Attualmente la questione più importante è quella delle risorse economiche necessarie per una misura di maggiore flessibilità in uscita verso il pensionamento, anche alla luce di quanto stabilito nel Def, varato di recente dal Governo. Nelle scorse settimane il presidente dell’Inps Tito Boeri aveva proposto un ricalcolo delle pensioni che godono del sistema più privilegiato come quello contributivo, ma il Governo non si è mostrato favorevole perché si dovevano includere nella misura anche gli assegni appena superiori a 2000 Euro. Pertanto il governo Renzi se vuole concretamente intervenire su una significativa riforma della Legge Fornero dovrà ottenere margini di manovra di bilancio da parte dell’Unione europea.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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