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Riforma pensioni 2015 ultime novità: maggiore flessibilità e pensione anticipata donne, Cesare Damiano si mostra fiducioso

Cesare Damiano, esponente della parte dialogante della minoranza Dem e dell’area vicina ai sindacati, ha chiesto al premier Matteo Renzi di convocare agli inizi di settembre un incontro con i gruppi del PD al Senato e alla Camera per avviare un confronto sui temi della prossima Legge di Stabilità. Damiano è impegnato in particolare sulla proposta di maggiore flessibilità in uscita dal lavoro come una delle modifiche principali della vigente legge Fornero. All’interno del Governo e nel Partito Democratico ci sono pareri diversi sul tema della riforma delle pensioni. Ad esempio il vice ministro Enrico Morando si è dichiarato contrario al sistema delle Quote proposto da Damiano e vorrebbe mantenere il sostanziale impianto del sistema previdenziale varato dal governo Monti per il quale sarebbero fattibili solo modifiche limitate ed a costo zero come il “prestito ponte”. Mentre i ministri Poletti e Padoan e in maniera più sfumata lo stesso premier Renzi, hanno mostrato alcune aperture ad un sistema pensionistico più flessibile.

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Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, si è dichiarato contrario alla maggiore flessibilità con il sistema delle quote proposto da Damiano perché, a suo parere, risulterebbe troppo oneroso per lo Stato con un costo stimato intorno agli 8-10 miliardi, mentre il presidente della Commissione Lavoro della Camera contesta questi calcoli perché basate sull’ipotetica potenziale base dei possibili lavoratori che ne potrebbero usufruire e non sui dati reali dei veri fruitori. In ogni caso l’obiettivo è quello di arrivare ad un ragionevole compromesso con lo scambio tra uscita anticipata e penalizzazione sul trattamento previdenziale che comunque dovrebbe risultare appetibile per i lavoratori, con una soluzione che magari aumenti di poco il 2% per ogni anno di anticipo. Il presidente della Commissione Lavoro ritiene che: “Non si tratta di una proposta ritagliata esclusivamente sugli attuali over 60, ma di un modello che guarda al futuro: con questa scelta si evita di creare nuovi poveri, si favorisce l’ingresso dei giovani nel lavoro, attraverso lo sblocco del turnover; si completa il Jobs Act”

Rispetto alla tematica del regime Opzione Donna, Damiano ha ribadito che la correzione della circolare restrittiva dell’Inps dovrebbe andare in porto alla ripresa di settembre consentendo alle donne con 57 anni di età e 35 di contributi di potervi accedere se hanno maturato il diritto all’assegno entro il 31 dicembre 2015, e non com’è attualmente che lo devono percepire entro il 31 dicembre. Quanto dichiarato da Damiano è stato apprezzato da comitato Opzione Donna che ha deciso di interrompere la campagna di sensibilizzazione avviata su Twitter. Mentre i lavoratoti precoci continuano la loro battaglia perché sia approvata per loro la possibilità di uscire dal lavoro avendo maturato 41 anni di contributi senza limiti di età e senza penalizzazioni e per perseguire questo obiettivo hanno lanciato una petizione on line

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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