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Riforma pensioni 2015 ultime novità: pensione anticipata con penalità da 50 a 200 euro, Quota 97 e Quota 41

Il Governo presieduto da Matteo Renzi è ormai orientato a correggere la Legge Fornero nella parte che ha previsto il brusco aumento dell’età minima per andare in pensione a 66 anni, l’ipotesi più accreditata è quella di consentire il pensionamento anticipato a 61/62 anni con una decurtazione dell’assegno previdenziale. Si formulano più ipotesi su quanto sarà la cifra della penalizzazione: è stata avanzata l’idea della rinuncia dei pensionandi ad una cifra pari ad una mensilità.

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Il presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, Cesare Damiano, sostiene una proposta di legge in cui si prevede l’opportunità della scelta di accedere alla pensione con 62 anni di età e 35 di contributi subendo una penalizzazione sul trattamento previdenziale pari all’8% e a scalare del 2% per ogni anni di anticipo rispetto ai 66 anni. La proposta di Damiano incontra consensi sempre più ampi sia nei partiti politici che tra le parti sociali. Lo stesso Presidente della Commissione Lavoro ha spiegato: “La proposta al vaglio prevede la possibilità’ di anticipo della pensione dai 62 anni di eta’ con 35 di contributi e con un massimo di penalizzazione dell’8%; oppure con 41 di contributi indipendentemente dall’età. Abbiamo chiesto al Governo di continuare il confronto al fine di realizzare scelte condivise e non essere messi di fronte a scelte unilaterali su una materia così delicata”.

Il parere di molti esperti in tema di previdenza è che questa proposta comporta un esborso a carico del bilanci dello Stato troppo oneroso rispetto ai risparmi di spesa ottenuti con la Riforma Fornero, perciò la decurtazione del trattamento previdenziale da richiedere a chi sceglie il pensionamento anticipato dovrebbe essere più oneroso. In questi giorni viene avanzata l’ipotesi di una penalizzazione sull’assegno pensionistico del 20%. Per coloro che a 66 anni andrebbero ad ottener una pensione di mille euro lordi al mese, pari a 850 netti, secondo la proposta Damiano la pensione corrisponderebbe a 920 euro lordi, circa 800 netti, mentre con la seconda ipotesi di un taglio del 20% si avrebbero 800 euro lordi pari a 755 netti. Naturalmente sulle pensioni più alte i tagli sarebbero ancora più gravosi.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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