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Riforma pensioni 2015 ultime novità: pensioni anticipate a 62 anni e Quota 41 per i lavoratori precoci

La riforma pensioni 2015 è ormai a pieno titolo e in modo prioritario nell’agenda del Governo. Dopo un periodo di stallo, dall’esecutivo sono cominciate ad arrivare dichiarazioni possibiliste sulle pensioni anticipate e sulla necessità immediata della riforma della Legge Fornero. Alle dichiarazioni di questi giorni del primo ministro Matteo Renzi che si è detto d’accordo ad anticipare l’uscita dal lavoro intorno ai 60/62 anni, si sono ora aggiunte quelle del sottosegretario all’Economia, Baretta, che rimarca la volontà del Governo di voler arrivare ad una pensione a 62 anni con penalizzazione.

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Il sottosegretario Baretta, tra i firmatari della proposta di Cesare Damiano, che prevede la pensione a 62 anni con 35 di contributi e una lieve penalizzazione che non oltrepassi l’8% dell’assegno, ha spiegato che anche il premier Matteo Renzi ha pubblicamente dato parere favorevole sulla proposta presentata e ha sottolineato: “Ipotizziamo che sia applicata sulla quota retributiva della pensione una decurtazione del 2 per cento per ogni anno di anticipo, a partire dai 62, rispetto all’età di riferimento per la pensione di vecchiaia. La penalizzazione però si attenua gradualmente se gli anni di contributi sono più di 35”.

La Quota 97, per quanto sempre più condivisa, tuttavia non incontra l’unanimità dei consensi. Resta aperta la problematica dei lavoratori precoci che correrebbero il rischio di andare in pensione a 62 anni, dopo avere versato tra i 43 e i 45 anni di contributi per di più subendo una decurtazione dell’assegno. Per questo motivo questa categoria chiede a gran voce che gli si applichi la Quota 41, ovviamente riferendosi agli anni di contribuzione, prescindendo dall’età anagrafica

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