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Riforma pensioni 2015 ultime novità: richieste dell’Opzione Donna anche per gli uomini e misure per i lavoratori precoci

Sulla riforma delle pensioni 2015 la mobilitazione delle migliaia di lavoratori interessati, da un po’ di tempo, è sbarcata sul web. Ora si è formato su Facebook ancora un altro gruppo che chiede al Governo di permettere anche agli uomini di accedere al regime sperimentale di Opzione Donna con il pensionamento anticipato a 57 anni di età e 35 anni di contributi, accettando in cambio il calcolo della propria pensione con il sistema contributivo. In sede di Commissione Lavoro è già stato raggiunto un accordo per prorogare questo regime, e era stata anche avanzata l’ipotesi di estenderlo pure per gli uomini. A settembre prima ancora della Legge di Stabilità questo provvedimento potrebbe ottenere una rapida approvazione in sede legislativa.

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Anche i cosiddetti lavoratori precoci, cioè quei soggetti che hanno iniziato la loro carriera in giovanissima età e che hanno già versato oltre 40 anni di contributi pur trovandosi abbastanza distanti dai 66 anni di età attualmente richiesti per la pensione, continuano il loro pressing per ottenere la Quota 41 senza penalizzazioni. Si preannunciano iniziative eclatanti per evitare che il confronto sui criteri da adottare per una maggiore flessibilità a partire dai 62 anni, tra il sistema delle quote proposto da Cesare Damiano e il contributivo integrale proposto dal presidente dell’Inps Tito Boeri, possa oscurare la vicenda dei precoci che al contrario ha una propria specificità. Questi lavoratori chiedono che a settembre la loro questione venga stralciata e risolta con urgenza insieme alla settima salvaguardia dei lavoratori esodati e alla proroga dell’Opzione Donna.

I presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, continua il suo impegno a sostegno della loro causa, ma ancora gli esponenti del Governo non hanno espresso posizioni chiare sulle richieste di questa categoria di lavoratori. Il prestito pensionistico proposto dal vice ministro dell’Economia Enrico Morando per quei lavoratori che hanno già versato oltre 40 anni di contributi appare privo di significato e inutilizzabile. Qualora in tema di maggiore flessibilità n uscita si raggiunga un ragionevole compromesso che offra una risposta concreta alle aspettative di migliaia di lavoratori mantenendo ferma la stabilità dei conti pubblici, certamente non si possono creare altre diseguaglianze tra lavoratori. Pertanto le richieste dei precoci appaiono validamente motivate e necessitano di una risposta da parte della politica e del Governo.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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