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Riforma pensioni 2015 ultime novità: sintesi tra Quota 100, contributivo e mini pensione, i rebus del Governo

Riformare il sistema previdenziale varato nel 2011 dal governo Monti con il ministro Elsa Fornero, ormai è una convinzione largamente condivisa. Il tema è la necessità di introdurre maggiore flessibilità per consentire la possibilità ai lavoratori di poter scegliere di uscire anticipatamente dal lavoro e sbloccare il mercato occupazionale ricostruendo un rapporto tra la generazione dei lavoratori più anziani e i giovani che andrebbero a sostituirli.

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Dopo il confronto in Commissione Lavoro alla Camera e le discussioni nei vari convegni estivi, alla ripresa autunnale con l’arrivo in Parlamento del Def e poi della Legge di Stabilità, si scopriranno le carte del governo Renzi sulle concrete misure della riforma pensioni 2015. Sembra emergere una sorta ragionevole compromesso che consenta ai lavoratori di anticipare il pensionamento, ma salvaguardando l’equilibrio dei conti pubblici. Si va verso l’integrazione della proposta Damiano-Baretta del sistema delle quote con quanto proposto dal presidente dell’Inps sul ricalcolo contributivo dell’assegno pensionistico.
Il nuovo sistema previdenziale potrebbe essere inserito in un specifico capitolo sulla previdenza. La proposta dovrebbe contenere un sistema flessibile che permetta di andare in pensione a 62 anni con almeno 35 anni di contributi versati con una decurtazione del trattamento pensionistico del 3%, per ogni anno di anticipo rispetto ai requisiti pensionistici attualmente previsti dalla legge Fornero. La penalizzazione sull’assegno mensile potrebbe arrivare ad un massimo del 12%, che andrebbe in parte integrato con un prestito ponte erogato dallo Stato che poi il lavoratore potrebbe restituire a rate quando raggiungerebbe i requisiti richiesti. In questo modo la pensione sarebbe calcolata sul montante contributivo versato da ciascun lavoratore. L’eventuale contributo di solidarietà sulle pensioni superiore ai tremila euro potrebbe esssere finalizzata per la copertura finanziaria di una misura di assistenza come il reddito minimo per i lavoratori che hanno superato i 55 anni e hanno perso il lavoro senza avere raggiunto i requisiti minimi per la pensione.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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