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Riforma pensioni 2016 news oggi: contributivo e vitalizi, per Tito Boeri le pensioni acquisite non sono diritti intoccabili

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, durante un’intervista esclusiva alla trasmissione televisiva di La7 Piazza Pulita è tornato a ribadire con convinzione che: “Se ci fosse un ricalcolo contributivo dei vitalizi per cariche elettive, non solo al Parlamento ma anche per i Consigli regionali, andremmo a risparmiare circa 200 milioni all’anno“. Il professore bocconiano ha sottolineato che non si tratterebbe di un intervento simbolico: “Alcune prestazioni sociali, pensiamo ai sussidi di disoccupazione per i disoccupati di lunga durata, nel 2015 avevano un bilancio che era intorno ai 200 milioni. Se noi risparmiassimo su quello potremmo finanziare dei programmi sociali importanti”.

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Anche sull’idea che la pensione sia un diritto acquisito, il presidente dell’Inps ha spiegato le sue idee: “Io penso che una persona acquisisca il diritto ad una certa prestazione nel momento in cui versa dei contributi che giustificano questa prestazione. In Italia si tocca tutto perché si cambiano le leggi ogni due per tre, si cambia la tassazione, si aumentano le tasse sulla case quando una persona ha risparmiato tutta una vita pensando che non ci fossero, quel diritto acquisito viene calpestato sistematicamente, ma poi quando si parla di pensioni quelli sono diritti acquisiti intoccabili, io trovo che questa sia una definizione sbagliata”. Tito Boeri, quindi, continua a mettere in evidenza che non si può avere un trattamento pensionistico troppo superiore ai contributi versati e che la questione riguarda soprattutto il passato,  quando si sono concesse pensioni privilegiate.

Mentre sul costo previdenziale degli immigrati Tito Boeri ha chiarito dati alla mano i vantaggi che si sono registrati sui conti previdenziali grazie alla loro presenza in Italia: “Per l’Italia gli immigrati non sono un costo previdenziale. Ogni anno vediamo che gli immigrati contribuiscono per 5 miliardi al sistema di protezione sociale perché versano otto miliardi di contributi e ricevono 3 miliardi in prestazioni previdenziali o assistenziali. Abbiamo stimato che quasi un punto di Pil è stato acquisito di fatto dalle casse dello Stato, perché molti immigrati versano i contributi e poi se ne vanno senza percepire le pensioni. Noi abbiamo avuto moltissimi di questi casi, sia perché non avevano versato i contributi per il periodo necessario per ricevere la pensione sia perché magari non erano consapevoli di avere questo diritto. E’ come un dono che ci è stato fatto dalla presenza degli immigrati all’interno del nostro Paese”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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