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Riforma pensioni 2016 news oggi: pensione anticipata e flessibilità, Governo e sindacati prove di concertazione

Sembra partito bene il confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha spiegato che c’è stato “Un clima molto positivo” e che ora “Il confronto prosegue cn due distinti incontri su pensioni e politiche del lavoro”. Certamente ancora non si è entrati nel merito, ma si è condiviso l’obiettivo di lavorare insieme per arrivare a un provvedimento utile per i lavoratori. Lo stesso premier Matteo Renzi ha lanciato un segnale di apertura: “Non pensiamo che la concertazione sia una coperta di Linus della quale è impossibile fare a meno. Se c’è, siamo contenti: se possiamo coinvolgere e dialogare con le categorie, noi siamo qui. Non siamo ideologici. Siamo pronti a fare gli accordi”

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Dal versante sindacale ha risposto Susanna Camusso con: “Siamo ancora ai titoli, non è stata fatta nessuna cifra, il governo non ha illustrato la sua proposta, l’Ape non è stata neppure nominata. Ha ascoltato la nostra e ha fatto un’agenda“. Il giudizio della leader della Cgil è che si tratta di un’apertura non da poco.

Tra le mosse allo studio in materia di previdenza e lavoro il Governo pensa a diversi provvedimenti di accesso alla pensione per coloro che a tre anni dall’età di vecchiaia, cioè i nati negli anni ’51-’53, siano disoccupati o occupati in aziende in crisi o soggetti che decidono volontariamente di anticipare l’uscita dal lavoro. Per quest’ultima categoria si pensa a una penalizzazione sull’assegno mensile che sfiora il 4% annuo. L’anticipo pensionistico, Ape, dovrebbe essere garantito attraverso un prestito bancario restituito dopo dall’Inps grazie al taglio sull’assegno del pensionato. Invece per i disoccupati di lunga data e per chi non è più tutelato dagli ammortizzatori sociali dovrebbero essere previste misure più favorevoli, mentre per i dipendenti che rischiano di perdere il lavoro dovrebbe essere messo a punto un meccanismo che preveda un contributo dall’azienda in crisi. Per avvicinare il più possibile il lavoratore alla pensione tra le ipotesi del Governo c’è quella di inserire anche il riscatto degli anni di laurea, usando una parte del prestito bancario e slegando il riscatto dall’ammontare dello stipendio attuale, cercando così di alleggerire l’onere.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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