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Riforma pensioni 2016 ultime notizie: Cesare Damiano fa chiarezza sui conti dell’Inps, ecco cosa bisogna dire all’Europa

Il disavanzo di bilancio che l’Inps ha registrato nel 2016 sta causando non poche polemiche, accendendo la preoccupazione in merito alla sostenibilità previdenziale del Paese: cosa accadrebbe se l’Inps dovesse fallire? Legittimamente, cosa possono aspettarsi le nuove generazioni e come devono prepararsi alla pensione?

Proprio negli ultimi giorni il presidente dell’ente Tito Boeri in audizione alla Commissione di controllo sugli enti previdenziali presso la Camera dei Deputati, ha contenuto ogni allarmismo, dichiarando che “i cittadini continueranno ad avere le loro prestazioni e le loro pensioni”: il disavanzo dell’Inps è frutto di un’operazione di trasparenza che si è materializzata nel calcolo di un accantonamento più sostanzioso, computato a preventivo anziché a consuntivo come accadeva precedentemente.

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Tra gli ultimi ad esprimere il suo parere anche Cesare Damiano, che ieri sera ha affidato il suo pensiero alle telecamere del talk show Dimartedì: “Se noi depurassimo i conti da quelli che sono i trasferimenti all’assistenza e togliessimo anche le tasse che si pagano sulle pensioni, che vengono restituite allo Stato, noi avremmo questo risultato: datori di lavoro e lavoratori versano 172 miliardi e mezzo nel 2014 e si spendono 173 miliardi, quindi, il sistema è sostanzialmente in equilibrio”.

L’ordine, insomma, è quello di smettere di “fare cassa con le pensioni.” Cosa deve fare l’Italia a questo punto? “Andare in Europa e spiegare che le pensioni valgono il 16% del prodotto interno lordo”.

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