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Riforma pensioni 2016 ultime notizie: pensione anticipata e flessibilità, segnali positivi dall’Europa

L’Ufficio Stampa di Itinerari Previdenziali che ha organizzato alla Camera dei Deputati il Convegno di Studi sul tema “2016: l’anno della flessibilità in uscita. Opinioni e proposte a confronto”, ci ha inviato il comunicato stampa che riassume le note salienti emerse nella discussione. Sulla Riforma Monti-Fornero la valutazione è che: “Ha fortemente ridotto la flessibilità in uscita, elevato sensibilmente i requisiti per il pensionamento, senza prevedere una fase transitoria. Si sono determinate così una serie di rigidità poco sostenibili sia nella fase attuale sia nel medio lungo periodo, e poco compatibili con il metodo di calcolo contributivo. Le rigidità riguardano i due canali di uscita verso la pensione: l’anzianità contributiva e l’età di pensionamento, entrambi indicizzati alla speranza di vita. Il risultato è stato di generare instabilità e insicurezza tra i lavoratori e pensionati, oltre al fenomeno degli “esodati” costato più di 10 miliardi di euro”.

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Dal Convegno è stata presentata una proposta rivolta alle forze politiche e al Governo in cui si chiede: “L’eliminazione dell’indicizzazione dell’anzianità contributiva alla speranza di vita, con possibilità di ridurre il requisito a 41 anni senza penalizzazioni e indipendentemente dall’età anagrafica; la reintroduzione della flessibilità in uscita dal mercato del lavoro, con la possibilità di andare in pensione con 4 anni di anticipo rispetto all’età di pensionamento vigente che potrebbe essere inizialmente indirizzata verso i lavoratori precoci, gli esodati, i disoccupati di lunga durata e le donne”.

Il sottosgretario all’Economia Pier Paolo Baretta ha riconfermato l’impegno che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, sta mettendo sulla riforma delle pensioni che è nell’agenda del Governo per il 2016. L’intervento, per introdurre la maggiore flessibilità in uscita nel sistema previdenziale, si potrà fare nel momento che sarà raggiunto un accordo con l’Unione europea sulle modalità di calcolo sella spesa previdenziale nel bilancio pubblico. L’incontro di ieri tra il premier Renzi e il presidente della Commissione europea Juncker, oltre al tema dell’immigrazione, ha riguardato anch ela questione della flessibilità. Il presidente Juncker ha detto: “L’Italia usa bene la flessibilità, non siamo tecnocrati a favore della sciocca austerity. Siete un esempio, ma le raccomandazioni vanno seguite”. Il presidente Renzi ha replicato: “Noi stiamo facendo più dei compiti a casa. Useremo la flessibilità che ci è stata già data. Ma stop all’austerity. Oggi Juncker ha detto che è stupida. Io sottoscrivo, ma se parliamo del nostro debito non dobbiamo ridurlo perché ce lo chiede la Commissione, ma per i nostri figli”. Tutto lascia pensare che anche nel rapporto con l’Unione europea qualche progresso si comincia a registrare, per cui cresce la probabilità che il 2016 possa essere l’anno della riforma delle pensioni.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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