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Riforma pensioni 2016 ultime notizie: Quota 41, Opzione Donna e part-time, notizie rassicuranti per i lavoratori

Che cosa accadrà per coloro che vorranno lasciare il lavoro, per la pensione? La trasmissione Mi manda RaiTre è tornata ad occuparsi dei problemi che investono i lavoratori prossimi all pensione rimasti bloccati dal brusco innalzamento dell’età pensionabile previsto con la Legge Fornero. In studio Titti Di Salvo, componente della Commissione Lavoro della Camera, che ha illustrato una delle misure previdenziali inserite nella Legge di Stabilità. Si tratta del part-time di fine carriera per i lavoratori ultra 63enni, che avranno la possibilità di lavorare per metà ore ricevendo il 65% della retribuzione e i contributi totalmente versati. Una misura di accompagnamento dolce per l’uscita dal lavoro che potrebbe interessare prioritariamente i lavoratori uomini che più delle donne soffrono il passaggio repentino dal lavoro alla pensione.

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L’esponente del Pd si è detta certa che il 2016 sarà l’anno in cui verrà affrontato il cambiamento della legge Fornero e ha ricordato la proposta di legge del Pd depositata alla Camera sulla Quota 41 per i lavoratori precoci, rispondendo a uno di loro, Rossano Pansa, un lavoratore di 55 anni che già ha maturato 41 anni di contributi. Un ex saldatore e vetraio che non avendo potuto vivere una vera adolescenza, sperava di potersi godere la vecchiaia. Rossano Pansa ha raccontato la sua esperienza e ha evidenziato come potrà andare in pensione solo nel 2018 dopo 42 e 10 mesi di contributi dovendo subire anche la beffa della penalizzazione.

Raffaele Marmo, giornalista di miowelfare.it , nel suo intervento ha ricordato che per effetto dell’aspettativa di vita, con la legge Fornero, le pensioni arriveranno sempre più tardi e saranno sempre più esigue. Mentre Simonetta Piazza in rappresentanza del gruppo Opzione Donna Proroga al 2018 ha chiesto ha chiesto all’onorevole Di Salvo cosa ostacola poter rendere strutturale il regime Opzione Donna, tenuto che molte lavoratrici pur di poter usufruire di questa forma di pensionamento anticipato accetterebbero in cambio la forte decurtazione del loro assegno pensionistico con il calcolo attraverso il sistema contributivo integrale. L’onorevole Di Salvo ha voluto rassicurare le lavoratrici ricordando che con il meccanismo del contatore e il vincolo di destinare le economie che sicuramente rimarranno dallo stanziamento di 2,5 miliardi per le potenziali richiedenti il regime di Opzione Donna, si potrebbe avviare il processo di rendere strutturale questa misura. Inoltre la Di Salvo ha sottolineato che il suo gruppo vuole riconoscere ain termini contributivi figurativi il servizio di cura e la maternità alle lavoratrici.

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