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Riforma pensioni 2016 ultime novità: come calcolare la pensione col sistema contributivo

Con un decreto del 22 giugno del 2015, che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 luglio del 2015, sono state ridefiniti i divisori e i coefficienti di trasformazione che dal prossimo 1° gennaio 2016 serviranno a calcolare la pensione con il sistema contributivo. Con tale sistema si effettua una moltiplicazione tra il montante contributivo del lavoratore e il suo coefficiente relativo all’età al momento della data di pensionamento. Con questi nuovi coefficienti ci sarà una decurtazione del trattamento pensionistico che al decrescere dell’età di pensionamento passa da un minimo dell’1,35% a un massimo del 2,50% rispetto all’anno 2015.

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Il calcolo della pensione viene effettuato su un montante di contributi che annualmente si forma con l’accantonamento del 33% dello stipendio imponibile per i dipendenti e tra il 27 e il 27,72% per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata Inps e il 20% per i lavoratori autonomi.

La rivalutazione dei contributi versati avviene sulla base del tasso annuo di capitalizzazione, che è il risultato della variazione media nei 5 anni del Pil. Il montante contributivo, che corrisponde al capitala accantonato durante la carriera lavorativa, viene calcolato individuando la base imponibile corrispondente a tutti i periodi di contribuzione. La somma dei contributi di ogni anno si ottiene moltiplicando l’imponibile annuo per l’aliquota di computo, che equivale al 33% per il lavoro dipendente e al 20% per il lavoro autonomo. Quando si raggiungono i requisiti per la pensione il montante contributivo rivalutato viene moltiplicato per il coefficiente di trasformazione.

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