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Riforma pensioni 2016 ultime novità: esodati e ottava salvaguardia, la flessibilità non risolve il calvario [INTERVISTA]

Il 22 aprile gli esodati scenderanno in piazza insieme a Cgil, Cisl, Uil, ai lavoratori precoci e alle lavoratrici che lottano per la proroga di Opzione Donna, per chiedere, così come afferma una di loro, Elide Alboni, “la soluzione definitiva al loro calvario, l’ottava salvaguardia”.

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Il 22 aprile si terrà davanti al Mef una manifestazione di diverse categorie di lavoratori, cosa chiedete a Governo?
“Premesso che gli esodati sono pienamente solidali con le istanze delle altre categorie benché, a differenza loro (che in gran parte conservano ancora il lavoro quindi percepiscono un reddito), diversamente da queste si ritengono legittimati a perseguire un diverso obiettivo alla luce di 4 anni e mezzo di lotte. Non è affatto nelle nostre intenzioni condurre una battaglia settaria, anzi, siamo pienamente disponibili ad unire la nostra lotta con altre realtà pur nella specificità delle nostre rivendicazioni, che tali sono e tali siamo determinati a mantenere. Unire e condividere la piazza non significa fondere le problematiche cosi diverse e il presidio del 22 aprile prossimo, per quanto ci riguarda, deve andare proprio in questa direzione. Il 22 aprile gli esodati scendono in piazza insieme alle OOSS e i precoci per chiedere la soluzione definitiva al loro calvario, l’ 8a salvaguardia definitiva per circa 24000 persone rimaste ostaggio con la Legge di Stabilità”

 A che punto è la stesura dell’ottava salvaguardia?
Grazie alle ferme affermazioni pronunciate dall’On. Baruffi, durante la trasmissione “Detto tra noi”, abbiamo appreso che una prima stesura del testo della ottava salvaguardia sarà sicuramente pronta entro un mese. Ringraziamo ovviamente l’On. Baruffi che ha voluto dissipare, in maniera finalmente chiara e non travisabile, il fondato timore che la stesura di tale provvedimento potesse venire demandata alla Legge di Stabilità di fine anno. Soprattutto, nella certezza che una pari disponibilità non potrà mancare anche da parte del Presidente della Commissione Lavoro, ringraziamo l’On. Baruffi della personale disponibilità ad ospitare in seduta una delegazione dei rappresentanti degli esodati affinché collaborino, in veste di uditori, alla stesura del testo definitivo e conclusivo di tutta l’ annosa dolorosa vergognosa vicenda” .

Quali sono le resistenze che state incontrando per l’adozione di quest’ultimo provvedimento?
“Le resistenze che possono interferire con le attese, nostre e della Commissione Lavoro, sono ovviamente di ordine economico perché, secondo la Bibbia dettata da Maastricht, tutto deve avvenire in osservanza del dogma del pareggio di bilancio. Anche su questo punto, nella trasmissione di TRC è stata fatta chiarezza. Le risorse c’erano quindi, reintegrati i fondi irragionevolmente sottratti a diverso titolo, e incamerati i risparmi derivanti dalle ultime due salvaguardie, l’operazione potrà essere condotta a termine a costo zero per lo Stato”.

L’introduzione di una maggiore flessibilità nel sistema previdenziale risolverebbe la questione esodati?
“NO! Lo ripeto con lo stesso alto timbro di voce dell on.Baruffi a fine trasmissione. La flessibilità non risolve e non ripaga chi è esodato. Non risolve perché comunque introdurrebbe requisiti anagrafici che non tutti gli esodati potrebbero vantare. Gli esodati sono stati dimessi con accordi, la cui volontaria sottoscrizione è più che altro un eufemismo (per non parlare dei licenziati unilaterali che di volontario non hanno potuto sottoscrivere proprio nulla) con l’obiettivo di raggiungere requisiti che oggi si sono allontanati di diversi anni e la flessibilità ridurrebbe solo in parte questo divario. Ergo: una gran parte degli esodati non avrebbe modo di raggiungere i requisiti richiesti in tempi ragionevoli”. Non ripaga perché, a differenza di chi, con tutte le ragioni, chiede di poter andare in pensione dopo un congruo numero di anni di lavoro, a differenza di chi, altrettanto giustamente, chiede una più equa valutazione del carico di lavoro sopportato, qui si sta chiedendo la restituzione di un Diritto Costituzionalmente acquisito in dipendenza di accordi a suo tempo siglati con lo Stato ( se di contribuzione volontaria), o sindacati, aziende e Ministero o giudici del lavoro e successivamente non rispettato unilateralmente. Si tratta quindi di ottemperare ad un diritto negato avendo negato il transitorio e non di introdurre una miglioria strutturale. Al mancato rispetto di un contratto non esistono alternative se non quella di riconoscere il danno causato ed onorarlo. Ricordiamo le parole di Letta …con gli ESODATI LO STATO HA ROTTO UN PATTO”

Quanta fiducia riponete nel Governo, alla luce delle ultime dichiarazioni rilasciate da Nannicini?
“Una vicenda che si trascina dolorosamente da un anno all’altro, da un provvedimento legislativo all’altro, senza che se ne riesca a vedere mai la conclusione, ha ben poco a che fare con la fiducia che semmai può attribuirsi (o meno) alle soggettive convinzioni e giammai ad un ipotetico sentimento collettivo di una intera categorie di persone. Detto questo, devo sottolineare che la vicenda esodati è transitata attraverso ben tre governi. Di quale fiducia, di quale governo, dovremmo quindi parlare? Allo stato attuale servono decisioni da parte del governo in carica, più che professioni di fiducia da parte nostra. Ci sono persone prive di ogni reddito che attendono un provvedimento riparatore ormai da mesi e molti anche da anni; ci sono persone che, in virtù di un patto formalizzato nei documenti delle amministrazioni dello Stato, hanno attinto ai loro risparmi, anche per centinaia di migliaia di euro, per onorare questo patto e raggiungere così i requisiti che a suo tempo erano richiesti dala Legge. Bene ha detto l’On. Baruffi in trasmissione laddove afferma che uno Stato che non mantenga i patti sottoscritti perde la faccia agli occhi dei cittadini. Noi chiediamo che si ponga definitivamente rimedio nell’unico modo possibile: restituendo la pensione a coloro ai quali è stata sottratta (non dilazionata) con una legge retroattiva e, per parte nostra, fortemente discutibile sotto il profilo costituzionale”.

Qual è la vostra strategia per ottenere quanto chiedete?
“Noi continueremo a monitorare gli sviluppi per quanto riguarda le tempistiche annunciate e procederemo con la richiesta di poter partecipare, con una delegazione di nostri rappresentanti, ai lavori della Commissione Lavoro, certi di poter portare un fattivo e utile contributo, come già è stato nelle passate occasioni. Continueremo a tener viva ora piu che mai l’attenzione sulla questione esodati attraverso i media, i nostri forum e i nostri siti, come già stiamo facendo da più di quattro anni a questa parte. Riteniamo fermamente di dover perseguire un obiettivo sostanzialmente diverso da quello dei lavoratori precoci, Opzione Donna e di tutti coloro che legittimamente rivendicano un accordo sulla flessibilità. Una flessibilità onerosa non sarebbe giusta né equa a troppi esodati , ma peggio , per gran parte equivarrebbe a trasformare in intervento assistenziale quello che invece dev’essere riconosciuto come un Diritto Previdenziale che discende direttamente dal dettato degli Art. 36 e 38 della Costituzione. Tanto più che non si puo’ mai dimenticare …Un diritto che è patrimonio, tanto dei 120.000 che già sono stati salvaguardati, quanto, dei 24.000 che ancora attendono giustizia. Un diritto, o appartiene a tutti, oppure diventa un privilegio e questo costituirebbe un argomento sottoponibile al giudizio di una Corte Costituzionale”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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