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Riforma pensioni 2016 ultime novità: esodati, salvaguardie e attesa per migliaia di famiglie [INTERVISTA E VIDEO]

Ancora dopo sette misure di salvaguardia non è pacifica la definizione di “esodati”, e la questione di quanti rientrano nelle misure di tutela è un argomento che appesantisce il confronto tra questa categoria di lavoratori e i rappresentanti del mondo politico. Urbanpost ha raggiunto il portavoce della Rete dei Comitati Esodati, Francesco Flore, per meglio comprendere la situazione di quanti ancora rimasti, senza reddito e senza pensione, non sono rientrati nel perimetro delle sette salvaguardie varate sino ad oggi.

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Secondo i vostri calcoli, quante persone rimangono escluse dalla settima salvaguardia? Sono le stesse cifre di cui parla il Governo?
“Ultimamente si sta facendo molta confusione sulla definizione dei criteri che connotano come “Esodato” un ex lavoratore la cui questione, come abbiamo avuto modo di documentare con un nostro video, E’ UNA VERGOGNA DI QUESTO STATO!! E’ bene ricordare che “esodato” è esclusivamente il lavoratore che entro il 31.12.2011 ha perso il posto di lavoro, per risoluzione contrattuale a qualsiasi titolo, oppure che, sempre entro la suddetta data, aveva firmato accordi che potevano prevedere una cessazione anche successiva alla medesima, ed era prossimo alla pensione considerando il raggiungimento della decorrenza pensionistica nel transitorio dei 7 anni successivi l’entrata in vigore della “riforma previdenziale Fornero” (cioè almeno fino al 31.12.2018). Quindi parliamo di ex lavoratori a cui sono state imposte le nuove norme pensionistiche in modo retroattivo i quali, se non salvaguardati, sono condannati per anni a restare senza alcun reddito e senza la pensione a loro impropriamente derubata! Noi non abbiamo mai conteggiato gli “esodati” non salvaguardati: non spetta a noi contarli! 

Chi deve fare chiarezza sui numeri?
E’ sempre e solo l’INPS che ha fornito i numeri nel corso di questi anni, numeri che però con l’INPS non seguono la regola per cui la matematica non è opinione, ma continuano a variare a seconda delle fasi e delle stagioni, probabilmente proprio perché si è sempre giocato sulla definizione di “Esodato” adattandola al giudizio dei vari ministri che si sono succeduti in ben 3 governi: circostanza che ha determinato la grave conseguenza di ostacolare il Parlamento impedendogli di legiferare correttamente in materia. Siamo davanti ad un Istituto che, asservito al Governo e ai vari uffici dei Ministeri, non ha fatto correttamente il suo dovere e lo dimostrano i suoi numeri “ballerini”. Speriamo che l’attuale dirigenza vorrà far funzionare al meglio la macchina di uno fra i più importanti Enti di Previdenza Pubblica dell’U.E., che deve porsi al servizio del potere legislativo anziché tentare di sostituirlo come abbiamo potuto verificare con alcune sue circolari ed altre iniziative estemporanee. Oggi, alla luce di quanto contenuto nella Legge di Stabilità e, soprattutto, di quello che ha finalmente certificato in modo esaustivo il Governo al Parlamento in risposta alla interrogazione n.5-03439 dell’On. Gnecchi, possiamo dire, senza tema di smentita, che gli “esodati” non salvaguardati sono fra i 24 ed i 25.000. Sottolineo che dietro a questi numeri ci sono famiglie italiane in grave sofferenza da oltre 4 anni e che pertanto hanno diritto a vedere risolto sollecitamente il loro dramma”.

Che cosa chiedete alla politica in questo momento?
“Semplicemente che si rispettino gli art. 23 e 38 della Costituzione che sanciscono chiaramente il diritto alla pensione. Pensione che, è bene sottolinearlo, non è un privilegio o una regalia del governante di turno, ma rappresenta pienamente una retribuzione differita che va restituita ai lavoratori che, unitamente al proprio datore di lavoro, l’hanno versata nelle casse degli Enti Previdenziali pubblici. Son ben altri i privilegi sui quali mettere mano e non certamente le pensioni dei lavoratori dipendenti o autonomi. Basterebbe iniziare a tagliare tutte quelle pensioni senza alcun contributo versato: son quelli i vergognosi privilegi da eliminare!! Chiediamo inoltre, e semplicemente, che questo Governo rispetti gli impegni proclamati dal precedente Premier (Letta nelle sue dichiarazioni programmatiche ha chiaramente affermato che “con gli esodati lo Stato ha rotto un patto” che si DEVE ripristinare) e dall’attuale (Renzi ha dichiarato che nella Legge di Stabilità per i 50.000 “esodati” ci sarebbe stata la 7’ salvaguardia, ma poi nel concreto il provvedimento si è limitato a meno della metà degli aventi diritto). Alla politica non chiediamo altro se non la soluzione promessa per chi è ancora fuori da ogni salvaguardia, e denunciamo con forza che questo stillicidio di promesse ed impegni non mantenuti è insopportabile e sta condannando decine di migliaia di famiglie italiane all’angoscia ed all’incertezza da oltre 4 anni. Governo e Parlamento devono sanare con urgenza e in maniera definitiva l’ingiustizia ancora in corso per gli oltre 24.000 “esodati” non salvaguardati approvando sollecitamente un ottavo provvedimento di salvaguardia per TUTTI loro”.

Quali manifestazioni avete in programma?
Da settimane abbiamo lanciato un’iniziativa, non di censimento, ma di ricerca e coinvolgimento di tutti gli “esodati” non salvaguardati non raggiungibili con i nostri mezzi su Internet (nei nostri Comitati siamo tutti volontari ed pertanto operiamo esclusivamente su Facebook, per mail e, dove è stato possibile, attraverso riunioni settimanali nelle sedi messe a disposizione delle organizzazioni sindacali), consapevoli che una larga fetta di loro non si interfaccia con pc e tablet. Stiamo tentando di coinvolgere i media locali con appelli per i quali stiamo ricevendo, purtroppo, scarsa disponibilità. Si tratta di un appello volto a rendere noto a tutti loro che, inviando una mail all’indirizzo retecomitatiesodati@tiscali.it, possono trovare un punto di riferimento per un adeguato sostegno informativo ed un Comitato (dietro la Rete dei Comitati Esodati operano attivamente oltre 13 Comitati di categoria e territoriali) pronto a dare loro ogni tipo di supporto in materia. Da settimane inseguiamo sul territorio tutti i nostri principali interlocutori parlamentari per sensibilizzarli sulla esigenza che si lavori sollecitamente per una Ottava salvaguardia per tutti gli oltre 24.000 non salvaguardati, e per metà marzo riprenderemo a presidiare i Ministeri competenti ed il Parlamento; NON DEMORDEREMO fino a quando non otterremo ragione dei nostri diritti. Tutti i Comitati di Esodati, affiliati o meno alla “Rete dei Comitati”, sono ben determinati a non mollare il loro impegno fino a quando l’ultimo degli “esodati” non avrà ottenuto giustizia con la restituzione del suo diritto alla pensione con le norme previgenti l’iniqua manovra del dicembre 2011.

Chi vi sta sostenendo tra i politici? Chi vi ha deluso?
Non spetta a noi dare pagelle ai nostri legislatori ma dobbiamo oggettivamente e lucidamente riconoscere che la Commissione Lavoro della Camera, tutta, ( di questa legislatura e della precedente) è stata quella che, col Presidente Damiano in testa, si è dimostrata maggiormente sensibile al nostro dramma. TUTTI i 7 provvedimenti di salvaguardia degli “esodati” sono partiti da quella Commissione e le uniche proposte di legge per risolvere il dramma alla radice sono state approvate ( unitariamente da tutti i suoi componenti) sempre da quella Commissione, avendo spesso come prima firmataria l’On. Maria Luisa Gnecchi, parlamentare fra i più partecipi del nostro dramma e fra i più propositivi. Non altrettanto possiamo dire dell’attuale Governo: per risolvere il nostro dramma non ha stanziato un solo centesimo di euro in più rispetto a quanto già fatto dai 2 precedenti Governi; ha affossato alcune proposte di legge che avrebbero potuto risolvere il problema alla radice (rif. alle PdL n.727 e n. 224); ha azzoppato gli ultimi 2 provvedimenti di salvaguardia riducendo gravemente la platea dei beneficiari; infine, circostanza inaccettabile e gravissima, ha distratto consistenti risorse, pari ad oltre un miliardo, dal Fondo degli Esodati impiegandole per altri scopi. Ricordiamo infatti che una Legge dello Stato (la 228 del 2012) ha previsto la costituzione di un apposito fondo dotato di un preciso stanziamento per gli “esodati”, con la chiara specificazione che tutti i risparmi conseguiti nei singoli provvedimenti di salvaguardia fossero riversati in quel Fondo, per essere utilizzati ESCLUSIVAMENTE per nuove salvaguardie fino ad esaurimento”.

A proposito di Damiano cosa ne pensate del suo progetto di flessibilità?
“E’ un ottimo e necessario tentativo di ripristinare quella flessibilità in uscita di cui è priva la manovra Fornero e che ha provocato tanti danni, fra i quali il nostro dramma, ed il grave blocco del turn-over nelle aziende. Non serve essere un economista per capire che se si allunga di colpo l’età pensionabile di 5 o 6 anni, si impedisce automaticamente ai giovani di entrare nel mondo del lavoro per sostituire chi va in quiescenza. Chi specula su questa realtà, è perché nella realtà non vive, ma gode di situazioni di benessere economico che non hanno alcuna messa in discussione.
E’ bene chiarire tuttavia che per noi il progetto dell’On. Damiano è da applicarsi a coloro che oggi sono ancora al lavoro, ma nella maniera più assoluta non agli “esodati” che il loro posto di lavoro l’hanno perso da anni ed ai quali deve essere restituito il diritto alla pensione con le norme ante Fornero senza alcuna penalizzazione.”

Cosa chiedete quindi a questo Governo?
“A questo Governo noi non chiediamo neanche un euro di nuove risorse: chiediamo solamente che ci restituisca immediatamente il maltolto ripristinando subito le risorse prelevate ingiustamente dal Fondo Esodati. Con quei risparmi illecitamente sottratti e con il ricalcolo di quanto risparmiato nei sette provvedimenti di salvaguardia, chiediamo venga finanziato sollecitamente ed urgentemente un ottavo provvedimento per tutti gli oltre 24.000 “esodati” esclusi !! Noi continueremo a rivendicarlo con determinazione con la nostra mobilitazione e fino a quando l’ultimo degli “esodati” non avrà ottenuto giustizia con la restituzione del suo legittimo diritto alla pensione!!”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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