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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità chiesta dalla maggioranza di Governo

In Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati è intervenuto in audizione il direttore del dipartimento di statistica sociale dell’Istat, Linda Sabbadini, che ha presentato ai deputati i dati degli occupati della fascia di età dai 58 a 63 anni, che compongono la potenziale platea degli interessati ad un’eventuale introduzione della maggiore flessibilità in uscita con la prossima Legge di Stabilità.

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Il dirigente dell’Istat ha evidenziato che: “Tra le persone di 58-63 anni è peraltro aumentato il numero di quelle in cerca di lavoro. Sono 111mila i disoccupati nel secondo trimestre 2015 e il tasso di disoccupazione è quasi raddoppiato”. Tutto ciò mentre con la nota di variazione del documento economico finanziario approvata oggi la maggioranza parlamentare chiede al Governo di inserire nella prossima Legge di Stabilità la “flessibilizzazione dell’uscita dal lavoro”. Però, è molto probabile che non si riesca a risolvere il nodo della flessibilità per tutti i lavoratori prossimi alla pensione, mentre dovrebbero andare in porto le partite della salvaguardia per gli esodati, dell’Opzione Donna e della Quota 96 per la scuola. Così come appare più probabile che il Governo presenti una riforma pensionistica in più fasi con provvedimenti diversi.

Sulla riforma delle pensioni l’Inca, il patronato assistenziale della Cgil, con il suo presidente Morena Piccinini, nel convegno “Pensioni: la povertà del sistema contributivo“, ha proposto: la reintroduzione dell’integrazione al minimo, la cancellazione dei massimali alla contribuzione figurativa collegati al nuovo sussidio di disoccupazione, la maggiore flessibilità in uscita per i lavoratori addetti a lavori usuranti e la diversificazione, in base ai tipi di lavoro, della speranza di vita, l’eliminazione delle disparità per l’accesso alla pensione, l’introduzione della possibilità di riscattare la maternità facoltativa anche oltre i 5 anni, la diminuzione del danno economico dell’Opzione Donna e l’introduzione di nuovi criteri di flessibilità per la pensione anticipate degli uomini e infine, le maggiorazioni contributive nel calcolo della pensione per alcune categorie di lavoratori: invalidi civili, invalidi del lavoro, non vedenti e sordo muti.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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