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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità col ricambio generazionale consente pensione anticipata di due anni

L’articolo 41 del decreto legislativo 148/2015 entrato in vigore lo scorso 24 settembre 2015, disciplinando i contratti di solidarietà espansiva, consente ai lavoratori di cumulare il part-time con la pensione a cui manchino non più di 24 mesi dalla pensione di vecchiaia, ovvero 64 anni e 7 mesi gli uomini e 63 anni e 7 mesi le donne, a partire dal prossimo 1° gennaio 2016 e che dipendono da aziende che hanno avviato processi di turn-over del personale. Si tratta di una forma di flessibilità che permette ai lavoratori più anziani un’uscita anticipata dal lavoro senza gravare eccessivamente sul bilancio dell’Inps.

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L’art 41 prevede che se con accordi aziendali viene stabilito una riduzione dell’orario di lavoro con conseguente diminuzione dello stipendio e simultanea assunzione a tempo indeterminato di giovani dipendenti di età compresa tra i 15 e i 29 anni, ai datori di lavoro viene riconosciuto un contributo dall’Inps, pari al 15% del salario lordo per il primo anno e del 10 e poi del 5% per i rispettivi successivi due anni. Mentre la quota contributiva dovuta dal datore di lavoro corrisponde a quella stabilita per gli apprendisti per i primi tre anni, ma non oltre il 29° anno di età, fermo restando i contributi dovuti dal datore di lavoro per tutti i lavoratori.

La nuova disposizione lega i contratti di solidarietà al pensionamento anticipato flessibile che interessa i lavoratori a cui manchino meno di due anni alla pensione di vecchiaia che abbiano almeno 20 anni di contribuzione e siano disposti a lavorare part-time non oltre la metà dell’orario di lavoro. Contemporaneamente la nuova norma riconosce una riduzione del costo del personale per i primi anni dall’assunzione.

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