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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità in due fasi, subito donne disoccupati, nel 2016 gli altri

Molto probabilmente domani si terrà una riunione di vertice tra il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi e i ministri del Lavoro e dell’Economia, Giuliano Poletti e Pier Carlo Padoan. Al centro della discussione il mix di misure da inserire nel capitolo previdenza della prossima Legge di Stabilità che il Governo presenterà al Parlamento entro il 15 ottobre. Malgrado il ministro del Lavoro continui a sostenere l’esigenza di una maggiore flessibilità in uscita da estendere ad una platea generalizzata di tutti i lavoratori interessati, quasi certamente il ministero dell’Economia non potrà mettere a disposizione tutte le risorse occorrenti e con uno stanziamento possibile intorno al miliardo e mezzo di euro, in una prima fase si interverrà solo per le lavoratrici e quei lavoratori che hanno perso il lavoro, ed esaurita la copertura e gli ammortizzatori sociali, sono rimasti senza reddito e senza pensione.

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Quasi certamente nell’esercizio successivo del 2016 il Governo potrebbe presentare uno specifico provvedimento con la flessibilità contributiva e alcune delle proposte del piano Boeri come quella sulle carriere discontinue e le ricongiunzioni onerose. L’ipotesi del prestito pensionistico sembra essere stato escluso dal ventaglio in discussione per le difficoltà di applicazione e il poco appeal che susciterebbe tra i pensionandi, mentre è molto avanzata l’idea di consentire alle lavoratrici di uscire anticipatamente con un’età tra i 62 e i 63 anni un’anzianità contributiva di 35, accettando però una decurtazione intorno la 10% diversamente dal più penalizzante contributivo integrale previsto nell’attuale regime di Opzione Donna che comunque sarà possibile per chi matura i requisiti necessari entro il 31 dicembre 2015.

Per i lavoratori rimasti disoccupati e senza reddito l’anticipo sarebbe di tre anni rispetto agli attuali 66 e sette mesi. In questo modo si potrebbe risolvere strutturalmente la questione degli esodati, per la quale in queste ore la Commissione Lavoro della Camera sta discutendo il provvedimento di settima salvaguardia. Infatti finora i provvedimenti di salvaguardia hanno riguardato chi ha perso il lavoro prima del 31 dicembre 2011, ora si andrebbe a tutelare anche gli altri che hanno perso il lavoro dopo questa data.

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