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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità e pensione anticipata, il Governo prevede l’uscita a 63 anni per tutti

Il sottosegretario Tommaso Nannicini, uno dei principali del premier Matteo Renzi per le questioni economiche, ha rilasciato un’intervista al Il Messaggero dove ha delineato le ipotesi di lavoro in materia di pensioni, su cui a Palazzo Chigi si stanno facendo le opportune verifiche: “Ci sono tre categorie. La prima è quelle delle persone che hanno una preferenza ad andare in pensione prima, ad esempio la nonna dipendente pubblica che vuole accudire i nipotini. La seconda è quella di chi ha necessità di andare in pensione anticipatamente, in quanto ha perso il lavoro e non ha ancora i requisiti d’uscita. La terza categoria sono i lavoratori che l’azienda vuole mandare in pensione prima per ristrutturare l’organico aziendale. Ebbene, si potrebbe provare a creare un mercato di anticipi pensionistici, che oggi non c’è, coinvolgendo governo, Inps, banche, assicurazioni”.

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Dal ragionamento di Nannicini viene fuori un’ipotesi di pacchetto previdenziale che riguarda anticipi dell’uscita dal lavoro attraverso forme di “prestito previdenziale”. Nel primo caso di uscita anticipata volontaria fino al massimo di tre anni rispetto ai requisti compensato da una “penalizzazione leggermente più forte” e finanziato dalle banche e poi rimborsato al momento dell’effettivo pensionamento. Nel secondo caso di uscita per necessità per i lavoratori rimasti disoccupati con la penalizzazione che viene “pagata in buona parte dallo Stato”. Nel terzo con i prepensionamenti “sono le aziende a coprire una parte dei costi dell’anticipo, con un’assicurazione a garanzia del rischio morte pagato dallo Stato“. In questo ultimo caso la penalizzazione potrebbe avere gradualità con riferimenti ai redditi bassi, ai lavori usuranti e ai disoccupati.

Tommaso Nannicini sottolinea che: “Al momento è solo una delle ipotesi allo studio, ma potrebbe essere quella che fa quadrare il cerchio tra la forte richiesta di flessibilità e la sostenibilità della finanza pubblica”. Cesare Damiano apprezza con qualche osservazione: “Per chi come me, assieme ad altri parlamentari, si batte dal 2013 per avere la flessibilità delle pensioni, il fatto stesso che esista una proposta del governo è una vittoria del buon senso. Finalmente il tema è al centro della discussione. Un bel passo avanti, se consideriamo che fino a poco tempo fa non era una priorità per il governo. Poi certo, nel merito io non sono favorevole all’idea di un prestito anticipato da banche e assicurazioni, perché l’ente erogatore deve restare l’Inps. Se l’Istituto di previdenza possa fare o meno accordi con il mondo del credito, questo è un tema da elaborare tutti insieme, governo e Parlamento. Non mi chiudo ad altre ipotesi, anzi rilancio proponendo un pacchetto sulle pensioni che affronti anche il tema delle ricongiunzioni onerose, l’ottava salvaguardia degli esodati, i lavori usuranti, il monitoraggio dell’opzione donna. E la questione dell’aspettativa di vita che va corretta, nel calcolo delle pensioni, se c’è interruzione nella crescita dell’età delle persone”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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