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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità e pensione anticipata, partiti e sindacati premono per correzioni nella Legge di Stabilità

Il segretario della Cisl, Annamaria Furlan, in un’intervista rilasciata al quotidiano Libero, ha ancora criticato la scelta del governo di Matteo Renzi di non avere inserito nella Legge di Stabilità una maggiore flessibilità del sistema pensionistico che avrebbe corretto molte storture della Legge Fornero. L’esponente della Cisl ha sottolineato che nella manovra finanziaria ci sono alcune luci come la defiscalizzazione sulla contrattazione aziendale e gli incrementi di produttività e l’estensione della no tax area per i pensionati, ma resta il buco nero del mancato inserimento della possibilità del pensionamento anticipato, specie per alcune categorie di lavoratori.

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I lavoratori prossimi alla pensione, comunque non hanno perso tutte le speranze di vedere attuate alcune modifiche alla Legge Fornero già in questa sessione parlamentare di approvazione della Legge di Stabilità. Alcuni settori del Partito democratico, a cominciare dal presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, chiedono con forza al Governo di ripensarci. Damiano si è espresso in questo modo su l’Huffngton Post: “Rinunciare alla flessibilità in uscita dal mondo del lavoro è un errore da correggere”. La minoranza del Pd è intenzionata a dare battaglia per impegnare il Governo a non aspettare il 2016 e attuare interventi migliorativi sia sulla questione degli esodati che sull’Opzione Donna.

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ritenendola insostenibile dal punto di vista finanziario, aveva bocciato la proposta Damiano-Baretta sull’anticipo a 62 anni con 35 anni di contributi e il 2% di penalizzazione annuo sull’assegno previdenziale. Il Governo ha scelto di privilegiare la perte riguardante la riduzione delle tasse e non ha voluto ancora affrontare la riforma delle pensioni per l’iniziale incremento di spesa che avrebbe comportato, ma in questo modo ha agito con una logica di breve periodo rinunciando ad una misura che avrebbe sbloccato il turn over occupazionale nel sistema produttivo e nel medio periodo avrebbe pure comportato dei risparmi di spesa. Questi argomenti restano forti, sono sostenuti sia nel fronte sindacale che in quello datoriale delle imprese perciò vengono riproposte e il Governo non potrà ignorarli a lungo.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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