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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità e pensione anticipata, sì di Pietro Ichino, ma senza oneri per lo Stato

Malgrado le notizie provenienti dall’Europa sulla situazione del deficit italiano non siano molto incoraggianti e non lasciano intravedere molti margini di manovra sui temi della pressione fiscale e della riforma del sistema previdenziale, la questione della maggiore flessibilità in uscita verso il pensionamento anticipato resta al centro del confronto politico sindacale. Il Governo con un occhio attento al malcontento crescente verso la troppa rigidità della legge Fornero, sta concretamente valutando come intervenire nella prossima legge di Stabilità. In un’intervista rilasciata al ilsussidiario.it, l’autorevole professore di diritto del lavoro, Pietro Ichino componente della Commissione Lavoro del Senato si dichiara favorevole all’attuazione della maggiore flessibilità pensionistica.

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Il senatore Ichino ritiene che la flessibilità previdenziale sia logicamente coerente con il sistema contributivo e si può realizzare senza costi aggiuntivi per il bilancio pubblico. Con il sistema contributivo ormai più largamente utilizzato è il lavoratore che volontariamente può scegliere quando uscire dal lavoro rispetto alla soglia di età prevista, “pagando” l’eventuale anticipo con una decurtazione sulla pensione, oppure “beneficiando” di un eventuale ritardo del pensionamento. Il professore Ichino ragiona sulla flessibilità in maniera diversa rispetto ai sindacati e alla minoranza del Pd, poiché si dichiara contrario a una flessibilità caricata sul debito pubblico di cui beneficerebbero solo gli attuali sessantenni.

Pietro Ichino ritiene che il Governo stia temporeggiando rispetto all’annuncio di una flessibilità da adottare nei primi mesi del 2016, che ora sembra rinviata alla legge di Stabilità di fine anno perché nella maggioranza che lo sostiene ci sono differenti valutazioni tra chi vuole una possibilità di pensionamento anticipato caricato sulla spesa corrente e gli altri, come lui, che sono per una flessibilità “da realizzare senza maggiori oneri per lo Stato”. Infine Ichino si sofferma sulla questione di lavori usuranti proponendo di perfezionare la definizione e sugli ultra 55enni rimasti senza lavoro per i quali occorre intervenire con il miglioramento delle politiche di invecchiamento attivo, individuando e tante possibilità di lavori retribuiti o semi retribuiti per questi soggetti.in ogni caso il senatore Ichino conclude che s deve chiudere una fase, perché i problemi di welfare più importanti sono quelli che riguardano i giovani.

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