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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità e pensione anticipata universale per evitare disparità tra i lavoratori

Per riparare alle storture provocate da brusco innalzamento dell’età pensionabile previsto nel 2011 con la Legge Fornero, oltre ai sette provvedimenti di salvaguardia del grande bacino degli esodati, ancora non definitivamente chiuso, sono state adottate diverse forme di prepensionamento, ma solo per i lavoratori di grandi aziende. Già con l’istituto dell’esodo, la legge Fornero ha permesso alle imprese con più di 15 dipendenti che hanno lavoratori in eccedenza, con appositi accordi sindacali, di mandare in pensione i lavoratori anziani che sono arrivati a meno di quattro anni dai requisiti necessari, ma con i costi a carico delle stesse imprese.

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Da quest’anno sono stati introdotte altre due misure di “accompagnamento alla pensione”: la prima prevista dall’articolo 41 del dlgs 148/2015, ha riformato gli ammortizzatori sociali “in costanza di rapporti di lavoro”. Sono stati adottati i contratti di solidarietà espansiva, per cui le imprese che vogliono assumere nuova manodopera, con l’accordo di lavoratori interessati, possono modificare il contratto di lavoro dei dipendenti più anziani a due anni dai requisiti della pensione di vecchiaia, in part-time, ma anticipandogli una parte della pensione in modo tale da garantire lo stesso salario mensile.

L’altra misura è stata adottata con la Legge di Stabilità e interessa i lavoratori del settore privato a tempo indeterminato a tre anni dalla pensione di vecchiaia. In questo caso in accordo con il datore di lavoro possono scegliere il part-time e l’azienda gli dovrà pagare la differenza della contribuzione per l’orario pieno nella busta paga “che non verrà tassata”, mentre lo Stato riconoscerà per lo stesso periodo la contribuzione figurativa. Ma questi strumenti hanno il difetto di aumentare le differenze tra lavoratori di grandi aziende e piccole o autonome che subiscono maggiormente le conseguenze della crisi. È evidente che riuscire a varare un provvedimento di maggiore flessibilità per permettere l’anticipo dell’età pensionabile, magari concentrandovi le risorse disponibili , sarebbe una scelta di gran lunga preferibile e giusta.

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