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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità e pensione precoci, l’ultima parola spetta all’Europa?

La questione che riguarda i lavoratori precoci continua a suscitare confronti e discussioni tra le parti politiche e sociali. Questa categoria di lavoratori è costituita da quei soggetti cha hanno iniziato la loro carriera lavorativa in giovane età hanno già maturato più di 40 anni di contributi tuttavia non hanno raggiunto l’età anagrafica per andare in pensione. I precoci sono stati oltremodo penalizzati dal brusco innalzamento dell’età pensionabile imposto dalla Legge Fornero che ha fissato per loro la possibilità del pensionamento anticipato solo dopo la maturazione di 42 anni e sei mesi di contribuzione. Anche a causa della crisi, in questa categoria di lavoratori ci sono pure finiti diversi esodati solo in parte tutelati dai provvedimenti di salvaguardia.

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Sulla loro difficile situazione, parti della politica e del sindacato continuano a battersi perché gli venga offerta la possibilità del pensionamento anticipato con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica e senza penalizzazioni sul trattamento pensionistico. In ultimo in questi giorni si è espresso il segretario della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, con parole critiche nei confronti del Governo: “Si deve lavorare sette, otto o addirittura nove anni in più. Vorrei far notare che questa operazione è servita per fare risparmiare qualcosa come 80 miliardi al nostro paese e penso che non possiamo considerare quella una riforma. La legge va cambiata perché è ingiusta. L’idea di un sistema completamente contributivo non esiste in nessun’altro paese d’Europa”.

Il Governo continua a rinviare ogni decisione sulla questione precoci rischiando di trasmettere l’immagine di sostanziale immobilismo, poiché non riesce a risolvere il problema delle coperture finanziarie nei limiti di un equilibrio di bilancio imposti dall’Unione europea, ecco perché nelle settimane prossime il nodo della riforma delle pensioni e più specificamente la questione dei lavoratori precoci rientrerà nella più generale trattativa tra Roma e Bruxelles sui margini di flessibilità di bilancio. Intanto in Italia i lavoratori dovranno fare in modo che il tema della flessibilità in uscita è della riforma delle pensioni sia una delle priorità nell’agenda del Governo e del Parlamento.

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