in

Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità finanziata dal taglio delle pensioni d’oro? Torna il Piano di Tito Boeri

Le proposte del presidente dell’Inps, Tito Boeri, dirette a riformare il sistema pensionistico attualmente vigente non sono entrate a far parte delle misure adottate dal governo di Matteo Renzi nella Legge di Stabilità. Soluzioni come il taglio dei vitalizi dei politici e delle pensioni superiori alla soglia degli 80mila euro non sono state accolte, ma il Governo si è riservato di approfondire ulteriormente le proposte del “Piano” Boeri dopo l’approvazione della manovra finanziaria.

=> LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2016

Il professore bocconiano in un’intervista a Lucia Annunziata durante il programma di RaiTre “In Mezz’ora” ha spiegato che i tagli ai vitalizi dei politici sarebbero progressivi: “Più alto è il vitalizio, più alta è la percentuale di taglio”. Tuttavia il risparmio che si otterrebbe dalla sforbiciata ai vitalizi sarebbe più simbolica che sostanziale. Mentre, secondo Boeri si otterrebbe un risparmio più concreto dal taglio delle pensioni più alte dei lavoratori “normali”. In ogni caso si tratterebbe di tagli progressivi e potrebbe essere collegata, per alcune categorie, ad una revisione del cosiddetto coefficiente di trasformazione, la modalità consentirebbe di calcolare la pensione in base ai contributi versati. Una revisione al ribasso permetterebbe alti risparmi per lo Stato.

Tito Boeri ha commentato in via generale: “Dirigenti di aziende, personale delle Ferrovie dello Stato e altre categorie che hanno avuto trattamenti di riguardo, soprattutto rispetto a quando andare in pensione. Una platea piccola, circa 200 mila persone”. La Corte dei Conti in passato ha bocciato i provvedimenti che andavano ad incidere sui diritti acquisiti, cioè sugli accordi tra Stato e cittadini al momento del pensionamento. Ora se si adottassero misure stabili non si incorrerebbe nel rischio di illegittimità. Secondo il “Piano” di Tito Boeri i risparmi ottenuti sarebbero destinati al sistema previdenziale, in particolare per finanziare la flessibilità in uscita, con la penalità di ottenere un assegno più basso. La decurtazione sarebbe pari al 3% per ogni anno di anticipo rispetto ai limiti previsti dalla Legge Fornero.

Maltempo in Calabria e Sicilia

Maltempo in Calabria e Sicilia: nella zona ionica ferrovia spazzata via dall’acqua

6 motivi dietro le giornate storte dei nostri capelli!