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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità, precoci e buste arancioni, ecco cosa dice Elsa Fornero agli studenti

Nel dibattito in corso che interessa moltissimi italiani prossimi alla pensione, su UrbanPost, testimone attento che ha sempre seguito la vicenda dei pensionandi e volentieri ha dato spazio a chi ha voluto esprimere la propria opinione, oggi pubblichiamo un estratto del comunicato stampa dell’uffico radiocusanocampus.it. Nel documento è riportato l’intervento dell’ex ministro del governo Monti, Elsa Fornero che nel corso del format ECG Regione, all’emittente dell’Università degli Studi Niccolò Cusano ha parlato sia dell’ormai famosa Busta arancione che della problematica delle pensioni.

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Sulle buste arancioni Elsa Fornero, come si legge nel comunicato stampa, si è espressa a favore sull’importanza dell’informazione: “Io penso che l’informazione sia sempre importante, l’informazione previdenziale lo è perché riguarda la vita più o meno futura di tutte le persone e la direzione intrapresa è quella giusta. Credo però che le persone vadano preparate. Un conto è dire a chi sta a 5 o 6 dalla pensione che quella sarà la sua pensione, un altro è dire a un venticinquenne che quella sarà la sua pensione. Lì bisogna essere molto chiari nello spiegare che si tratta esclusivamente di una simulazione”.

Mentre sule pensioni anticipate l’ex ministro è convinta che non creeranno posti di lavoro in più per i giovani: “Io non credo che creeranno lavoro per i giovani. Abbiamo la dimostrazione empirica che politiche di pensionamento anticipato che sono state molto usate in passato non abbiano in realtà aiutato l’occupazione né dei giovani né delle donne. Siamo ancora un Paese con il più alto tasso di disoccupazione giovanile e con un tasso di donne che lavorano molto basso. L’aumento dell’occupazione non può che venire dagli investimenti e dalla buona regolamentazione del mercato del lavoro . Ricorrere ancora allo strumento previdenziale con la scusa che mandando in pensione qualcuno si possa far entrare qualcun altro significa creare una illusione per i più giovani. La flessibilità in sé è una cosa buona ma la flessibilità che maschera un aumento del debito è una cosa cattiva”. Sulla flessibilità Elsa Fornero ha differenziato tra il calcolo retributivo dell’assegno e quello contributivo non dimenticando i lavoratori precoci: “Sarebbe sbagliato far tornare indietro le lancette dell’orologio riabbassando l’età di pensionamento. Bisogna rendere più facile il pensionamento per chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e ha avuto una vita lavorativa particolarmente faticosa. Possono esserci delle eccezioni, ma questa non deve essere la regola. Quando la flessibilità si accompagna a una pensione retributiva che viene pagata in una parte sostanziale da altri e non dal lavoratore che accede a quel tipo di pensione in una età ancora giovane è molto discutibile. Diverso è il caso delle pensioni contributive, dove la flessibilità si accompagna alla responsabilità. Se uno si è pagato la propria pensione e vuole andare in pensione prima, è giusto che lo faccia. Ci portiamo sempre dietro quella eredità negativa di pensioni che non corrispondono ai contributi versati per la generalità dei lavoratori”.

La Fornero ha sottolineato che il sacrificio di posticipare la pensione ha un valore sociale molto alto: “Questo è il grandissimo messaggio che c’è dietro alla riforma delle pensioni. Per molti si è trattato di un sacrificio vero, ma i sacrifici che non hanno contropartita o per i quali la contropartita viene nascosta sono intollerabili. Purtroppo nessuno ha evidenziato i benefici della riforma pensionistica, che sono per le generazioni più giovani, che si trovano bombardate da un messaggio negativo e da una assenza di opportunità che non viene dalle pensioni ma arriva dal mercato del lavoro e da una economia che fatica a uscire dalla recessione, per questo i giovani fanno fatica a vedere che avranno un minore debito in futuro. E’ veramente in questo ribilanciamento nei rapporti tra le generazioni in favore dei giovani il merito principale della riforma pensionistica”.  Sulla petizione di Cesare Damiano Elsa Fornero ha chiarito: “Non servono petizioni, Damiano è in Parlamento ed è in Parlamento da molti anni. Il Parlamento è sovrano, se vuole cambiare la riforma ha tutta la possibilità di farlo. Certamente non bisogna dare spazio a ragionamenti che migliorano adesso e peggiorano la situazione di domani. L’operazione deve essere trasparente”. Gli attacchi di Matteo Salvini, l’ex ministro: “C’è stata una notte prima della famosa incursione di Salvini a San Carlo Canavese, in cui veramente non riuscivo a dormire. Poi mi è maturata la convinzione che alla fine la ragione sta dalla parte di chi vuole cambiare in meglio le cose, non di chi vuole demolirle”.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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