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Riforma pensioni 2016 ultime novità: flessibilità un errore rinviarla, Cesare Damiano incalza il Governo e insiste sulla Quota 41

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, ritiene, secondo quanto riportato dal sito ilsussidiario.net, solo un primo piccolo passo le norme in materia previdenziale inserite dal Governo nella Legge di Stabilità: “Siamo disponibili a esaminare anche le ipotesi di part-time per gli over 63, pur sapendo che si tratta di una misura che non può essere considerata sostitutiva di un intervento strutturale sulla flessibilità”. L’ex ministro del Welfare giudica sbagliata la scelta del Governo di rinviare la questione della maggiore flessibilità, perché il confronto sulla riforma delle pensioni è stato ampio e c’erano tutti gli elementi per risolvere le criticità della Legge Fornero.

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Sulla questione dell’equilibrio dei conti che ha frenato le scelte del Governo, il presidente Damiano considera un errore avere subito la logica europea che valuta più importante il costo dei primi anni piuttosto che i più grandi risparmi degli anni a venire e ribadisce che la proposta dell’anticipo a 62 anni con 35 anni di contributi e una penalizzazione del 2% per ogni anno di anticipo garantisce l’equilibrio finanziario poiché “Il costo iniziale per i primi quattro anni sarebbe largamente compensato da un risparmio sugli altri 19, se si considera l’aspettativa di vita. Prendiamo un lavoratore che andando in pensione a 66 anni e tre mesi prenderebbe un assegno da 1100 euro netti, anticipando a 63 anni e tre mesi con il contributivo scende a mille euro netti. Se quel lavoratore detrae l’8% scende a 920 euro erogati per sempre. Con un’aspettativa di vita di 85 anni , negli ultimi 19 quel lavoratore costituirà un risparmio”.

L’onorevole Damiano ha ricordato che “Sulla settima salvaguardia degli esodati la Commissione Lavoro della Camera ha definito un testo che tutela altri 26mila lavoratori, con l’impiego dei risparmi delle precedenti salvaguardie, mentre le questione dell’Opzione Donna va risolta attraverso la correzione delle circolari restrittive dell’Inps”. Relativamente ai lavoratori precoci l’esponente del Pd ricorda che si deve in ogni caso tenere in conto l’età e i contributi versati e che se non risolve la questione della flessibilità questi lavoratori devono avere riconosciuta l’opportunità di andare in pensione con 41 anni di contributi.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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