in

Riforma pensioni 2016 ultime novità: intervista a un lavoratore precoce, “Dopo 41 anni non si può rimanere ai lavori forzati”

UrbanPost continua a seguire da vicino le vicende dei lavoratori prossimi alla pensione che sono stati bloccati dalla legge Fornero e si battono perché vengano modificate le rigidità dell’attuale sistema previdenziale. Una delle categorie più penalizzate dalla legge Fornero è stata quella dei cosiddetti dei lavoratori precoci, cioè di quelli che hanno cominciato a lavorare in giovanissima età e ora intorno ai 60 anni hanno già accumulato una carriera contributiva quarantennale, ma sono costretti a rimanere al lavoro. Abbiamo intervistato Moreno Barbuti, un lavoratore precoce tra i fondatori del nutrito gruppo Facebook “Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti”.

> LEGGI TUTTO SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI 2016

Dopo la manifestazione del 16 febbraio scorso a Roma, cos’è cambiato per i lavoratori precoci?
Credo che il presidio/manifestazione di Roma del 18 Febbraio scorso, sia stata una nota positiva per la nostra causa. Ciò che ha contribuito a renderla tale è stata, oltre alla presenza di molti lavoratori precoci in assetto di protesta, la possibilità che ha avuto una nostra delegazione, di essere ricevuta all’interno di Montecitorio e conferire direttamente con i componenti della Commissione Lavoro. La loro risposta è stata unanime nell’affermare che faranno tutto il possibile perché venga approvato il ddl 857 dell’onorevole Cesare Damiano il quale prevede la possibilità di poter essere collocati in pensione dopo 41 anni di versamenti contributivi a prescindere dall’età.

Il ddl 857 di Cesare Damiano con cui si chiede la Quota 41 per i lavoratori precoci resta agli atti del Parlamento, ci sono possibilità che la vostra vertenza trovi risposta?                                                                                                                            Il ddl 857 del presidente Damiano è senz’altro la soluzione più vicina alle nostre necessità, in quanto prevedendo la cosiddetta Quota 41, sarebbe senz’altro utile ai lavoratori precoci che in questo momento voglio rappresentare. Attualmente quasi tutti i partiti sono propensi alla revisione della riforma Fornero, al fine di renderla più “morbida”, introducendo un criterio di flessibilità che possa incontrare la soluzione delle varie problematiche sorte in sede di applicazione della stessa. Questo ci rende fiduciosi nel fatto che possa verificarsi una correzione, positiva per i lavoratori, della riforma Fornero. Ovviamente se venisse approvata la quota 41 non potremmo considerarlo comunque un regalo, nemmeno un avvenimento da festeggiare, dato che ci ritroveremmo in ogni caso a dover lavorare e versare contributi appunto per 41 anni, che non sono propriamente una passeggiata, se consideriamo che già ci avevano spostato il traguardo da 35 a 40 anni di lavoro.

Qual è la vostra attuale condizione lavorativa dopo aver iniziato la vostra carriera in età giovanissima?                       La nostra attuale condizione lavorativa è quella di persone stanche, logorate dalla moltitudine di anni donati al lavoro e desiderosi di potersi finalmente riposare un poco e dedicarsi alla famiglia, ai nipoti, o semplicemente a sé stessi. Credo che una persona dopo aver lavorato per 41 anni, abbia tutto il diritto di farlo, altrimenti diventa una sorta di ergastolo, di condanna ai lavori forzati, nemmeno nell’antichità gli schiavi venivano sfruttavano così tanto. Solamente pronunciare le parole: versare contributi per 41 anni fa un certo effetto, figuriamoci lavorarli tutti, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese e anno dopo anno…Potremmo lanciare una provocazione ed affermare: da oggi la pensione sarà riconosciuta solamente a chi avrà versato i contributi per 41 anni, tutti!! Compresi i politici e tutte le categorie che ancora possono ritirarsi prima. Scommetto che nessuno avrebbe più il vergognoso coraggio di dire che sono pochi!! Ci farebbe piacere sentire affermare qualche volta, non solo che siamo giovani, ma anche e soprattutto che saremo quelli che avranno versato quattrini alla previdenza per più tempo di tutti gli altri lavoratori, appunto per 41 anni (sempre che passi la quota 41, altrimenti saranno molti di più….).

La partecipazione alla trasmissione di Rai Tre, Ballarò, vi ha dato la visibilità sperata?                                                        La partecipazione alla trasmissione di Rai Tre, Ballarò, è stata una farsa, semplicemente una ennesima presa per i fondelli. Oltretutto questo dimostra ancora una volta che i politici e i titolati in merito alla revisione della riforma Fornero, hanno paura di sentire la nostra voce e fanno il possibile per oscurarci. Riteniamo che queste azioni siano orchestrate appositamente per mettere a tacere la nostra voce, ma non ci riusciranno, perché noi saremo sempre lì, impavidi, a chiedere il rispetto dei nostri diritti.
Voglio invece ringraziare la trasmissione di La7 “L’aria che tira”, per avermi intervistato e per avermi dato la possibilità di illustrare, in modo un poco più ampio, la nostra posizione di lavoratori precoci. Credo che oramai i comitati dei lavoratori precoci, che si stanno diffondendo in tutta Italia, siano diventati un’onda inarrestabile e ci vuole altro che un teatrino costruito ad arte, in una trasmissione come Ballarò, per fermarla.

foto di Lorenz Raw Piretti

freddy sorgato ricrso in appello

Isabella Noventa ultime notizie: il ruolo di Manuela Cacco, ecco come ha aiutato Freddy

Honduras massacro sala biliardo

Honduras, entrano in un locale vestiti da poliziotti e aprono il fuoco: 11 morti