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Riforma pensioni 2016 ultime novità: intervista esclusiva al portavoce della Rete dei Comitati Esodati

Alla vigilia dell’approvazione della Legge di Stabilità, in cui è inserita la settima salvaguardia per i lavoratori esodati, abbiamo voluto sentire il portavoce della Rete dei Comitati Esodati, Francesco Flore, per conoscere direttamente la loro situazione.

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Com’è nata la Rete dei Comitati Esodati?
La Rete è una sorta di raggruppamento dei Comitati degli “esodati” sorti spontaneamente all’indomani dell’entrata in vigore della nefasta manovra Monti-Fornero che ci condanna a restare numerosi anni senza reddito e senza pensione. I primi Comitati sono nati in Lombardia in seguito alla emanazione della  L. 122 del 2010 che prevedeva la finestra Sacconi di allungamento del riconoscimento del diritto alla pensione di 12 mesi.  Anche quella ha avuto effetti deleteri perché quei 12 mesi li devono scontare tutti gli “esodati” odierni gran parte dei quali perdono il diritto alla salvaguardia proprio per quei 12 mesi. A questi primi, dal gennaio 2012, si sono aggiunti numerosi altri Comitati  in base alle  categorie penalizzate  (contributori volontari, mobilitati, cessati, licenziati ecc.) e nei territori (Milano, Lodi, Roma, Liguria ecc.). Come la Rete, tutti i Comitati sono nati spontaneamente, formati tutti da volontari che si son messi a disposizione di persone nella medesima situazione, assistendoli oltre che con consulenze tecniche anche con supporti psicologici e talvolta anche economici. Essi sono anche nati per sopperire ad un vuoto di rappresentanza (che nessuno si è mai assunto) di una categoria molto scomoda oltreché per la politica anche per il sindacato. Non siamo finanziati da nessuno e non abbiamo alcuna appartenenza partitica ed operiamo, per questo, esclusivamente in rete; comunichiamo per  mail, su una decina di gruppi FB e sui forum Intopic. I nostri incontri decisionali li facciamo spesso su Skype, non abbiamo nessun capo e prendiamo le nostre decisioni unitariamente.

Come vivete la vostra condizione di lavoratori esodati?
Ansia, depressione, senso di impotenza, frustrazione davanti alla incertezza del proprio futuro e quello delle nostre famiglie; spesso rabbia e disperazione. Sono questi i nostri sentimenti e quello che proviamo da 4 anni sulla nostra pelle. Poi c’è sempre qualcuno di noi che reagisce e chiama all’impegno, alla lotta contro uno Stato che ti ha derubato di un sacrosanto diritto costituzionale che per tantissimi di noi è il diritto alla sopravvivenza che ci viene negato!! Preferisco evitare di trattare della situazione economica della gran parte di noi. I più fortunati possono contare sul lavoro di qualche familiare e sull’aiuto delle persone vicine; tantissimi altri vivono una vera e propria situazione di indigenza. Alcuni, in genere colleghi già salvaguardati, hanno anche costituito dei fondi autonomi per sostenere le spese di viaggio a Roma per i nostri presidi ai quali, purtroppo, partecipa un numero ridotto di persone anche per le difficoltà economiche nelle quali versano. Mi domando quale altro Stato, che possa definirsi civile, costringe degli ultracinquantacinquenni a scendere in piazza per rivendicare la restituzione del loro diritto alla pensione. Lo abbiamo fatto 15 volte in questi 4 anni ed il 3 dicembre lo faremo per la 16’ volta. No, noi non viviamo in uno stato di diritto quando un diritto costituzionale viene calpestato così spudoratamente.

Qual è il profilo “medio” dell’esodato italiano?
Ultracinquantacinquenne; l’uomo con almeno 35 anni di onesto lavoro sulle spalle  vittima della crisi economica che ha costretto tantissime aziende a licenziarli spesso senza alcun ammortizzatore sociale e molti dei quali costretti a spendere la loro liquidazione per pagare i contributi volontari all’INPS per completare il loro percorso previdenziale che li avrebbe portati di li a pochi anni alla pensione. Pensione che gli è stata improvvisamente spostata, nella nefasta notte del 6 dicembre 2011, e da una delle peggiori manovre sulla previdenza di questo Stato, di 4, 6 ed anche 10 anni. Poi ci sono anche le donne per le quali è in atto una gravissima discriminazione di genere, perpetrata proprio da una donna (con beffarda delega anche alle pari opportunità) che si son viste , in quella notte, spostata per lo stesso numero di anni la loro pensione di vecchiaia. Un vero e proprio crimine sociale al quale non si vuole, ancora oggi, porre rimedio nonostante questo gravissimo errore, ed orrore, legislativo e giuridico sia riconosciuto da tutta la politica e da tutte le Istituzioni.

Secondo le vostre stime, qual è il numero effettivo degli esodati?
Il primo censimento ufficiale condotto dall’INPS nel 2012 parlava di quasi 400.000. Stando a quel dato oggi dovremo essere (al netto dei 170.000 nominalmente salvaguardati) 230.000. Nell’ottobre scorso il Governo, rispondendo ad una interrogazione parlamentare, ha certificato al Parlamento, su dati Inps, che siamo 49.500. Riteniamo quest’ultimo dato più vicino alla realtà anche se il dato certificato ad ottobre 2014 pone numerosi vincoli per il riconoscimento dello status di “esodato” quali, ad esempio, quello del vincolo del contributo volontari versato per la categoria dei Contributori Volontari (gravemente penalizzante soprattutto per le donne) ed ancora quello del vincolo del licenziamento a patire dal 2007 per la categoria de Cessati unilaterali ma, soprattutto quello della decorrenza pensionistica fissata entro la data del 6.1.2019. Noi sappiamo per certo che esiste qualche migliaio di colleghi (Poste Italiane, IBM, Alitalia ecc.) che vanno oltre quella data e che hanno ugualmente diritto a vedersi restituito il loro diritto alla pensione derubato.

Cosa pensate della settima salvaguardia varata dal governo con la Legge di stabilità e cosa chiedete per migliorarla
Intanto dobbiamo ringraziare la Commissione Lavoro della Camera che sostanzialmente ha costretto il Governo ad inserirla nella Legge di Stabilità. Il testo infatti si ispira a quello approvato unitariamente da tutti i componenti di quella Commissione che hanno sempre avuto a cuore la soluzione del nostro dramma frutto di una insopportabile ingiustizia essendo concretamente gli ispiratori o i firmatari anche degli altri 6 provvedimenti precedenti. Sono anche i firmatari di due tentativi di risolvere alla radice il problema esodati con alcune proposte di legge unitaria. L’ultima di queste (la n. la 224 del 2014), approvata unitariamente da tutta la Commissione, è stata affossata da questo Governo con il consueto alibi della mancanza di coperture finanziarie.
Non possiamo che essere soddisfatti della circostanza che questo 7° provvedimento restituisce il diritto alla pensione a 26.300 “esodati”, ma contemporaneamente denunciamo, con forza,  il tradimento di tutti gli impegni ufficiali di questo Governo ( che non ha mai speso un euro per la nostra salvaguardia) perché li ha tutti disattesi escludendo, dal provvedimento, oltre 20.000 colleghi. E’ un fatto inaccettabile perché riteniamo ci siano tutti i presupposti (numeri degli aventi diritto certificati da questo stesso Governo, volontà politica chiaramente espressa dal Parlamento, e risorse pari a 3,3 miliardi di euro frutto dei risparmi dei sei precedenti provvedimenti e che una legge dello Stato impone siano destinati esclusivamente per la salvaguardia degli “esodati”) per chiudere definitivamente la vertenza “esodati” provvedendo alla salvaguardia di tutti i 49.500 rimastine fuori. Non si vuole avere il coraggio e la volontà politica di farlo!! Anzi a questo danno stiamo assistendo anche alla beffa del furto dei risparmi del nostro Fondo per usarlo per ben altri fini!! Una vera e propria follia non solo politica ma anche morale. Infatti nella Legge di Stabilità si sottraggono quasi 500 milioni dei nostri risparmi ( dico nostri non a caso ma perché lo sancisce la Legge n.228 del 2012 che prevede l’istituzione di un fondo, voluto con determinazione dalla Commissione Lavoro della Camera, nel quale dovevano confluire i risparmi delle risorse non spese di tutti i provvedimenti di salvaguardia affinché fossero utilizzati per nuove salvaguardie) per utilizzarli per ben destinarli ad altri fini. Aggiungiamoci pure la seconda beffa ed il secondo furto perpetrato con il Decreto Legge 185 del 25 (Giubileo ed Expo) scorso con il quale si sottraggono impunemente altri 523 milioni di risparmi del nostro fondo per finanziare iniziative contenute in quel provvedimento e che niente hanno a che fare con gli “esodati”. Gravissimo atto di ladrocinio di questo Governo che riteniamo inaccettabile e per il quale ci siamo appellati al Parlamento perché abbia il coraggio di sventarlo !

A chi verranno destinati i soldi che sarebbero dovuti servire a finanziare la settima salvaguardia (se così vi è stato promesso)?
Premetto che la destinazione di quel miliardo di risparmi sottratti dal nostro Fondo si stanno impegnando per finanziare iniziative che meritano di essere risolte e ne hanno il sacrosanto diritto !! Ma questo doveva essere fatto usando ben altre risorse della fiscalità generale e non quelle destinate al ripristino del diritto alla pensione di chi è in stato di indigenza o rischia di esserlo. Evidenzio che la maggior parte di noi si trova da almeno 5 anni senza lavoro, senza reddito e con la pensione pignorata dallo Stato. Con i nostri risparmi si finanzia l’anticipo della pensione a soggetti che stanno ancora lavorando, la riduzione delle tasse di chi è già in pensione ed altro; tutto ribadisco dovuto ed in diritto… MA NON CON LE RISORSE CHE UNA LEGGE DELLO STATO DESTINA A RICONOSCERE LA PENSIONE A CHI NON HA NE UN LAVORO NE ALCUN REDDITO!! Mi pare siamo davanti a Robin Hood quasi alla rovescia perché si ruba ai nulla tenenti per dare ai poveri!!

Gli emendamenti sugli esodati non sono stati trattati dal Senato, ma rinviati alla Camera, qual è il vostro giudizio?
Riteniamo che gli emendamenti approvati in Commissione Lavoro alla Camera, che ora passeranno all’esame della Commissione Bilancio e poi in aula, siano insufficienti !! Se da una parte si danno positive risposte ai lavoratori in mobilità, agli agricoli, ed alle lavoratrici domestiche; dall’altra non si pone mano alla soluzione vera del dramma degli esodati prevedendo la salvaguardia per TUTTI i 49.500 e non soltanto per la metà di essi. In Commissione Lavoro ci tengono a sottolineare che sono pronti a farlo ma chi deve decidere è il Governo. Riteniamo ci siano tutti i presupposti per provvedervi ed il 3 saremo di nuovo a Roma, sotto i palazzi che devono deciderlo, per richiederlo a gran voce e chiedere conto al Governo di precisi impegni presi dai due suoi Ministri (Poletti e Padoan) in Parlamento a risolvere il problema di tutti i 49.500 “esodati non salvaguardati”.

Come continua il vostro impegno per risolvere definitivamente i problemi della vostra categoria?
Prima di tutto vorremmo rivolgere un forte appello a tutti gli ex lavoratori che hanno perso il lavoro entro il 2011 affinché prendano immediatamente contatti con la Rete ed i suoi Comitati per ottenere supporto ed assistenza; abbiamo accertato infatti che molti lavoratori non conoscono adeguatamente la normativa e lo status di “esodati”. Ora abbiamo l’impegno della manifestazione del 3 dicembre a Montecitorio e se non otterremo adeguate risposte alle nostre istanze non ci fermeremo certamente lì, come non ci siamo fermati in questi 4 anni, ma continueremo nella nostra mobilitazione sperando anche di ottenere il sostegno del Sindacato al momento assente sulla nostra vertenza. Abbiamo anche previsto altre “spedizioni” per il mese di dicembre mentre stiamo consolidando il fronte dei ricorsi ai tribunali. Purtroppo i tempi della Giustizia in Italia sono vergognosi. Cito solo il ricorso al TAR che abbiamo fatto nel 2012 che giace insabbiato al TAR del Lazio e la nostra causa per danni e mobbing sociale intentata contro il Ministero del Lavoro per la quale il giudice ha deciso di sentenziare a… dicembre 2017… semplicemente vergognoso!. Ma non demorderemo e continueremo la nostra mobilitazione con ferma determinazione e fino a quando l’ultimo degli “esodati” non avrà ottenuto giustizia con la restituzione del suo costituzionale diritto alla pensione.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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